Il governo spagnolo: "Senza la Bce saremmo falliti"

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Il ministro del bilancio di Madrid: "Non abbiamo un soldo in cassa per pagare i servizi pubblici". I tassi sui bonos decennali superano il 7%. La Bundestag approva gli aiuti ma Berlino avverte: "Rischio contagio"

La situazione finanziaria della Spagna è diventata così grave che il governo non ha più i fondi per pagare i servizi pubblici. A lanciare l'allarme è il ministro del Bilancio, Cristobal Montoro, in Parlamento, nel giorno in cui arriva il via libera del Bundestag al piano di aiuti Ue per le banche spagnole.

L'esecutivo di Madrid ha obbedito "alle raccomandazioni della Ue, che sono obblighi", ha proseguito Montoro, "Se intendiamo essere Europa e costruire l'Europa dobbiamo accantonare parzialmente le nostre convinzioni". Il governo Rajoy sta "ristrutturando l'economia e il settore pubblico", perché per la crescita bisogna tagliare i servizi, ha detto ancora il ministro, "bisogna dire le cose come stanno: la Spagna sta vivendo una seconda recessione economica, un prolungamento di quella del 2009. Dobbiamo uscirne per come siamo, cioe' Europa, e con l'euro".

Un allarme reso ancora più sonoro dai preoccupanti risultati dell'asta di Bonos di giovedì 19, dove sono stati collocati titoli con scadenza al 2014, 2017 e 2019 per tre miliardi di euro con un forte rialzo dei rendimenti. Nei dettagli, per 1,359 miliardi di euro di bond con scadenza 2014 il tasso è stato del 5,204% contro il 4,335% della precedente asta, per quelli con scadenza 2017 il tasso è salito al 6,459% dal 4,832% e per quelli con scadenza 2019 il tasso è del 6,701% contro il 4,832% del collocamento precedente. In calo la domanda, che oscilla tra 2-3 volte l'offerta contro le 3-4 volte delle precedenti aste.

I riflessi sul mercato del debito si sono fatti subito sentire. Lo spread tra Bonos decennali e Bund
tedeschi equivalenti è infatti schizzato a 580 punti con il rendimento che si è riaffacciato oltre quella soglia del 7% che ha costretto altri paesi europei a chiedere un piano di aiuti. Le borse europee hanno invece preferito ignorare la doccia fredda chiudendo in rialzo e continuano a confidare nella possibilità che la Federal Reserve vari nuove misure di stimolo.

Ma il timore di un contagio in arrivo da Madrid, che avrebbe effetti molto più devastanti della crisi greca, permane, tanto da costringere il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, ad agitarlo prima del voto del Bundestag. "Anche la semplice apparenza di una minaccia alla solvibilità dello stato spagnolo può portare a un aumento del pericolo di contagio nell'Eurozona, così come potrebbe farlo la debolezza di alcune banche spagnole" ha dichiarato il ministro. Il parlamento tedesco ha poi approvato gli aiuti con una maggioranza schiacciante: 473 voti a favore, 97 contrari e 13 astenuti. La fronda interna all'amministrazione Merkel avrebbe però colpito ancora. Secondo fonti ben informate, 22 parlamentari della Csu, il partito della cancelliera, avrebbero votato contro. Lo scorso 29 giugno, quando il Bundestag approvo' i testi sull'Esm e sul fiscal compact, erano stati 26.

Gli aiuti fino a 100 miliardi messi a disposizione dall'Eurozona, secondo El Pais, potrebbero essere utilizzati da Madrid anche per intervenire sul mercato dei titoli di Stato. Una possibilità che darebbe respiro al paese iberico ma che è stata prontamente smentita da Bruxelles. "Non c'è nessun legame tra l'assistenza delle banche in Spagna e altri tipi di assistenza finanziaria, gli aiuti si possono usare solo a questo scopo, non per altro", ha spiegato il portavoce della Commissione Ue, Simon O' Connor, "Gli articoli della stampa si basano su un fraintendimento dei documenti legali".

Le sorti della Spagna e, in prospettiva, dell'Italia (che, perlomeno, ha incassato la conferma del rating A- assegnato da Fitch, sia pure con un outlook negativo) restano dunque legate a un altro verdetto che giungerà dalla Germania: quello della Corte Costituzionale tedesca sull'Esm, il fondo salva-Stati comunitario che avrebbe dovuto entrare in attivita' questo mese. Ma la Corte di Karlsruhe si esprimera' solo il 12 settembre e i paesi più deboli dell'Eurozona si troveranno senza rete di protezione per tutta l'estate, ovvero il periodo tradizionalmente scelto dalla speculazione per sferrare gli attacchi piu' violenti.

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