OpenCoesione, i conti dello Stato alla portata di tutti

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Un nuovo sito promosso dal ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca mette a disposizione online tutti i finanziamenti dei progetti che fanno capo al suo dicastero a beneficio di media, cittadini e ricercatori

di Raffaele Mastrolonardo

33,4 miliardi di euro di investimenti e 14,4 miliardi di euro di pagamenti non sono certo bruscolini, soprattutto in tempi di spending review. La buona notizia è che dal 17 luglio 2012 di questi soldi, tutti pubblici, gli italiani saranno in grado di sapere qualcosa di più: dove sono stati spesi, per quali progetti e con quali tempi. Il merito è del web e di OpenCoesione.it, il nuovo portale lanciato dal Ministero per la Coesione territoriale con l'obiettivo di rendere più trasparenti gli investimenti programmati da Regioni e amministrazioni centrali nel ciclo 2007-2013. Nel mirino ci sono le politiche regionali pensate per ridurre le differenze tra i territori finanziate sia da fondi europei che nazionali. In tutto circa 100 miliardi, un terzo dei quali – quelli monitorati fino al 31 dicembre 2011 - finisce sotto lo scrutinio della rete grazie al nuovo sito che permette di tracciare il flusso di denaro per provincia, regione, tipologia di intervento e progetti (467.257 in tutto). “Si tratta – ha detto il ministro Fabrizio Barca alla presentazione del portale - di un radicale cambio di passo per comunicare in modo trasparente e leale con i cittadini e di uno strumento indispensabile per promuovere maggiore partecipazione nelle scelte pubbliche e qualità degli investimenti pubblici”. I dati che costituiscono l'ossatura del portale sono inoltre tutti a disposizione in formati aperti con licenza Creative Commons. Questo vuol dire che sono leggibili dalle macchine, scaricabili e possono essere riutilizzati a piacimento – anche per usi commerciali - con il solo vincolo di renderli sempre a propria volta disponibili.

Dati aperti a tutti
– Fino a ieri le cifre contenute in OpenCoesione.it erano chiuse nel forziere del sistema di monitoraggio nazionale sui progetti realizzati con i fondi strutturali alimentato dalle Regioni. “Quello che abbiamo deciso di fare – spiega il ministro Barca a Sky.it – è aprire queste informazioni anche per stimolare le amministrazioni a essere più diligenti nell'immissione dei dati e per creare una competizione fruttuosa”. Il sistema consente di confrontare gli investimenti per regione e per provincia (Napoli, 3,2 miliardi per 14 mila progetti, e Palermo 3,1 miliardi per 7 mila progetti guidano la classifica) oppure per tema (6 miliardi vanno all'innovazione e ricerca, quasi 8 ai trasporti).

Rose e spine - Per quanto riguarda i singoli progetti non tutto è rose e fiori, almeno per quello che possono raccontare le nude statistiche. Tra gli interventi a cui sono stati destinati i maggiori finanziamenti, per esempio, c'è il completamento della Linea 1 della metropolitana di Napoli: 1,3 miliardi di euro in tutto (di cui 200 milioni dall'Unione europea e oltre 600 dal Comune). Stando a quando riporta il sito per l'opera – che è iniziata nel 2001 e che, da progetto, dovrebbe essere completata entro il 2012 – sono stati pagati in tutto 325 milioni meno del 25 % del totale. La “fine effettiva” dei lavori è indicata come “non disponibile”. Nel capitolo Agenda Digitale (che comprende progetti per 1,7 miliardi di euro), 11 milioni sono destinati alla fibra ottica per i comuni calabresi. Il 73 % dei pagamenti è stato effettuato (8,6 milioni), ma il termine reale dell'intervento, che sulla carta sarebbe dovuto avvenire entro il 31 dicembre 2005, non è ancora indicato. Le ragioni di questi ritardi (reali o solo dovuti a mancanza di informazione) non sono indicate nel portale anche perché come è specificato “non ci sono dati sui risultati dei progetti in termini di qualità di vita dei cittadini (perché la vecchia programmazione non chiedeva agli amministratori di esplicitarlo)”. Anche per questo il sito chiede a coloro che sono coinvolti nei progetti di condividere informazioni: “Mettiamo a disposizione i dati proprio perché ognuno possa dire la sua a partire da cifre oggettive e circostanziate”, spiega il inistro Barca. Proprio in quest'ottica – dice lo staff di OpenCoesione.it – tra i primi miglioramenti ci sarà un potenziamento della parte social e di interattività con gli utenti.

Trasparenza anche dal basso
- Operazioni come OpenCoesione si inseriscono in quella tendenza denominata open government o governo aperto in cui i soggetti pubblici per mantenere un rapporto di fiducia con i cittadini usano la rete per documentare al meglio l'uso che fanno dei soldi della collettività. Barack Obama, pioniere di questo trend, ha lanciato Recovery.gov per consentire agli americani di tenere traccia dei soldi nel pacchetto di stimolo dell'economia varato per contrastare gli effetti della crisi finanziaria. In Italia si registra una crescente attenzione da parte delle amministrazioni su questo tema con il rilascio di dati in formati aperti e di specifiche iniziative di trasparenza, come il progetto OpenExpo, annunciato qualche mese fa che però non ha ancora visto la luce. Alla base di questa tendenza c'è la crescente richiesta dei cittadini di essere messi a conoscenza dei processi decisionali e dei risultati delle azioni annunciate.

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