Marchionne su Pomigliano: "Certe regole sono folkloristiche"

Sergio Marchionne (Credtis: Getty Images)
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L'amministratore delegato di Fiat in visita in Cina commenta la sentenza che impone all'azienda l'assunzione di 145 operai Fiom: "Faremo appello contro la decisione del tribunale. Mi incontrerò presto con gli avvocati"

"Questa legge non esiste in nessuna parte del mondo, da quanto ne so. Focalizzare l'attenzione su questioni locali ignorando il resto è attitudine dannosa. Un evento unico che interessa un particolare paese che ha regole particolari che sono folcloristicamente locali".
Così Sergio Marchionne commenta la sentenza sul caso Pomigliano, che prevede l'assunzione di 145 operai Fiom, ritenendo l'azienda colpevole di discriminazione.
"Non posso dirle quello che penso - ha aggiunto il numero uno del Lingotto - ma le dirò che Fiat farà appello contro la decisione del tribunale".

"Mi incontrerò presto con gli avvocati. Abbiamo - ha proseguito Marchionne - visioni diverse da quelle espresse dalla sentenza. Le implicazioni sulla situazione del business in Italia sono drastiche, perché l'Italia ha un livello di complessità nella gestione del mondo industriale che è assente nelle altre giurisdizioni. Tutto diventa puramente italiano, facendo diventare tutto difficile da gestire. Non ho mai visto nei miei viaggi, nei miei incontri qualcuno che fosse veramente interessato a questa decisione (del tribunale, ndr), nessuno che è li a fare la fila per venire a investire, non credo che cambierà nulla, ma creerà un nuovo livello di complessità nell'ambiente italiano".

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