Crisi, Merkel boccia gli eurobond. Borse in picchiata

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La cancelliera tedesca frena in vista del Consiglio Ue: "No a vertice solo sulla condivisione del debito". Il portavoce del ministro Schaeuble: "Monti può salvare l'Italia". Si dimette il ministro delle Finanze greco. Cipro chiede aiuti all'Eurozona

“Lo dico apertamente: quando penso al Consiglio di giovedì prossimo a Bruxelles mi preoccupa che si parlerà assolutamente troppo di tutti i possibili modi per condividere il debito, e troppo poco di migliorare i controlli e di misure strutturali". Lo ha detto Angela Merkel a Berlino, intervenendo alla conferenza sullo Sviluppo Sostenibile.
“Il discorso su eurobond, eurobill, garanzie di condivisione del debito e molto altro, oltre che non compatibile con la nostra costituzione, è sbagliato e controproducente sia dal punto di vista politico sia da quello economico" ha continuato. E ha aggiunto: "E' avventuroso parlare di crescita sostenibile senza pensare al rigore di bilancio".
Proprio in vista del vertice del 28 e del 29 giugno a Bruxelles, che dovrebbe confermare l"'irreversibilità" della moneta unica ma soprattutto portare una ventata di ottimismo sui mercati in grado di spazzare via la speculazione, Monti ha incontrato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per un punto della situazione dopo gli incontri che Monti ha avuto con Merkel, Hollande e Rajoy. Sui "temi dell'agenda europea" il 26 giugno Monti vedrà Silvio Berlusconi, il segretario del Pdl Angelino Alfano e Gianni Letta.

Borse in profondo - Intanto, per Piazza Affari è stata una giornata nera. Il Ftse mib ha chiuso a -4,02% a 13.113 punti, mentre l'All share ha ceduto il 3,75% a 14.064 punti. Crolli a ripetizione per gli istituti di credito, con lo spread risalito oltre i 450 punti. Male anche i mercati europei. A Madrid l'Ibex scivola del 3,67% a 6.624,0 punti. Il Dax di Francoforte perde il 2,09% a 6.132,39 punti, il Cac 40 di Parigi cede il 2,24% a 3.021,64 punti, l'Ftse 100 di Londra arretra dell'1,14% a 5.450,55 punti. Crolla Atene, giù del 3,67%.

Berlino: "Monti può salvare l'Italia" - Le dichiarazioni della Merkel arrivano nel giorno in cui da Berlino sono giunte dichiarazioni rassicuranti per l'Italia.
"Con il governo di Mario Monti l'Italia può risolvere bene i problemi" ha detto Martin Kotthaus il portavoce del ministro tedesco Wolfgang Schaeuble a Berlino, parlando delle difficoltà delle banche italiane. Sulle preoccupazioni di Monti per gli sviluppi della situazione italiana, è intervenuto anche il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert che ha assicurato: “L'Europa è in una fase difficile e gli alti spread sono un parte del problema. Il governo tedesco ne è ben consapevole e fa di tutto per contribuire a trovare una strada ragionevole e di successo per uscire dalla crisi". E, sui timori del premier italiano per l’aumento dello spread, ha aggiunto: "Il governo tedesco è spinto dalla profonda convinzione politica ed economica che responsabilità e controlli debbano andare sempre mano nella mano, ed essere sempre bilanciati".
Nei giorni scorsi il presidente del Consiglio italiano ha proposto di usare il fondo salva-stati Ue per abbassare, quando serve, la febbre dello spread, ma senza finire sotto il 'tallone' della troika Ue, Bce, Fmi.

Spagna ufficializza la richiesta di aiuti - Sul fronte spagnolo, invece, è arrivata la richiesta di aiuto ufficiale da parte di Madrid all'Unione Europea per salvare le sue banche. La Spagna ha diffuso la missiva spedita all'eurogruppo senza però specificare la cifra di cui ha bisogno. I dettagli del piano e l'esatto ammontare degli aiuti saranno resi noti entro il 9 luglio. Secondo quanto annunciato dal governo iberico la scorsa settimana dopo l’esito degli stress test, le banche necessitano di capitali fino a un massimo di 62 miliardi di euro. Si tratta di una somma notevole ma inferiore ai 100 miliardi offerti dall'Europa, mentre le grandi banche, come Santander e Bbva, non dovrebbero avere problemi anche se i dati individuali si sapranno solo a settembre. Secondo quanto scrive Expansion, l’agenzia Moody's dovrebbe tagliare nella tarda serata di oggi, lunedì 25 giugno, il rating delle banche spagnole di due o tre gradini.

Cipro chiede gli aiuti Ue - Il governo cipriota ha annunciato che chiederà aiuti economici all'Eurozona tramite i fondi salva-Stati Efsf ed Esm. Cipro ha bisogno di fondi per ricapitalizzare le banche, fortemente esposte al debito greco. "L'obiettivo degli aiuti richiesti è il contenimento dei rischi per l'economia cipriota, in particolare quelli derivanti dall'effetto contagio attraverso il settore finanziario, alla luce della sua forte esposizione all'economia greca", si legge in una nota dell'esecutivo di Nicosia. Oggi l'isola ha incassato il downgrade di Fitch, secondo i cui calcoli le tre maggiori banche cipriote avrebbero bisogno di fino a 4 miliardi di euro per essere ricapitalizzate, una somma pari al 24% del Pil dell'isola, in aggiunta agli 1,8 miliardi già messi in conto per il salvataggio di Cyprus Popular Bank.

Grecia, si dimette il ministro delle Finanze - Intanto in Grecia si è dimesso il neo-incaricato ministro delle Finanze greco Vassilis Rapanos dopo aver trascorso diversi giorni in ospedale. Rapanos, 64 anni, è stato portato d'urgenza in ospedale venerdì scorso, prima del giuramento da ministro, per dolori addominali, nausea e giramenti di testa. Secondo i media greci, Rapanos ha avuto spesso problemi di salute.

Cosa succederebbe in Germania se l'euro dovesse disintegrarsi - E lo spettro della fine dell'euro potrebbe  minacciare anche la Germania. Se dovesse disintegrarsi la moneta unica, infatti, la locomotiva d'Europa rischierebbe una drammatica frenata. A svelare questo fosco scenario è stato il Der Spiegel che, citando uno studio non ancora reso pubblico del Ministero delle finanze di Berlino, spiega che l'economia tedesca potrebbe subire una contrazione fino al massimo del -10% nell'anno successivo alla fine della moneta unica. In quel caso, inoltre, il numero dei senza lavoro salirebbe fino a superare i 5 milioni, una cifra quasi doppia rispetto all'attuale livello dei disoccupati.

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