G20, Monti: "La Ue non è l'unica fonte della crisi"

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"Il voto in Grecia ai mercati non basta, serve una maggiore integrazione politica" avverte il premier che chiede all'Ue di definire "una road map per rendere l'euro più credibile". Merkel: "Niente spazi per rinegoziare gli aiuti ad Atene"

"Nessuno pensa che l'Ue sia l'unica fonte del problema" della crisi che ha avuto "origine da squilibri in altri Paesi tra cui gli Usa che sono stati tra i protagonisti". A dirlo è Mario Monti, a Los Cabos, in Messico, dove si svolge il G20. Il tema principale del summit resta il salvataggio dell'euro, con Barack Obama che incontra  Angela Merkel. Proprio la cancelliera tedesca, nonostante il risultato delle elezioni, ha gelato Atene: "Non ci sono margini per rinegoziare i termini del salvataggio concesso dall'Unione Europea alla Grecia". Per il premier italiano invece "i mercati non sono convinti che basti solo" il voto. "Ora - ha aggiunto - va definita una chiara road map con interventi concreti per rendere l'euro più credibile".

Conferenze call in volo verso il Messico
- Del risultato greco si è parlato anche nel corso di un'inusuale conference call tra il presidente americano e i leader europei, quasi tutti in volo verso il Messico. Monti ha auspicato che "ora venga formato un governo forte e chi ci sia la conferma degli impegni presi con la Ue". Ma quella in teleconferenza dai propri aerei (lo spagnolo Mariano Rajoy ha pubblicato su Twitter un'immagine a riguardo) non è stata l'unica telefonata. La cancelliera Merkel ha chiamato Antonis Samaras, il leader di Nea Dimokratia, il partito conservatore greco che ha vinto le elezioni e sarà verosimilmente il prossimo premier di Atene, per fargli gli auguri e chiedergli di rispettare gli impegni presi in passato.

Hollande chiama il Pasok
- Dal canto suo Hollande, reduce dalla vittoria del partito socialista francese, probabilmente sempre dal suo aereo presidenziale, ha telefonato a Evangelos Venizelos, il leader del Pasok greco, per convincerlo - si dice - ad accettare di fare un governo di coalizione con Samaras, lasciando perdere l'ipotesi di coinvolgere in una compagine ad ampio raggio gli altri partiti di sinistra, tra cui gli anti-europeisti di Alexis Tsipras, il cui partito Syriza è giunto secondo, con quasi il 27% dei suffragi.

Cina: "La Grecia resti nell'euro" - In una nota congiunta i ministri delle finanze del G7 hanno inoltre sottolineato che è "nell'interesse di tutti" che la Grecia rimanga nell'eurozona rispettando i suoi impegni e hanno espresso il desiderio di lavorare con il governo ellenico che si formerà. Sulla stessa lunghezza d'onda anche il governo cinese che, per bocca del viceministro all'economia Zhu Guangyao, ha detto di "rispettare  la scelta del popolo greco", aggiungendo che la questione fondamentale è che la Grecia rimanga nell'Eurozona. L'euro e l'Eurozona devono rimanere integri".

Borse, finito l'effetto Grecia  - Intanto è sfumata in un soffio l'infusione di ottimismo arrivata col voto greco e Piazza Affari ha chiuso in forte calo. Milano è maglia nera d'Europa, col Ftse Mib che ha segnato un -2,85% a 13.009 punti. Gli indici avevano aperto in deciso rialzo sull'onda dell'esito delle elezioni ad Atene e delle chiusure con balzo delle borse asiatiche. Per poi virare in calo, dopo circa un'ora, e ampliare le perdite nella seconda parte di seduta, scivolando sul finale (con Wall Street che procede contrastata). Ad affossare il listino milanese la nuova tensione registrata sui titoli di Stato italiani e spagnoli, con lo spread tra i Btp decennali e i Bund tedeschi, che, in giornata, ha toccato un massimo di 478 punti. Sul mercato ha influito anche l'odierno stacco dei dividendi di alcune società.

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