La Grecia preoccupa il G20: in bilico tra Euro e Dracma

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Domenica 17 Atene torna alle urne. L'incognita delle elezioni pesa sull'imminente vertice in Messico. Massima allerta a Washington: "Siamo pronti a ogni emergenza". L'Ue: "Convergenza di vedute"

Le elezioni saranno un referendum tra chi vuole che la Grecia resti nell'euro e chi vuole il ritorno alla dracma. Lo ha detto il leader dei conservatori, Antonis Samaras, nel comizio di chiusura prima del delicatissimo voto politico nella penisola balcanica. "Ci accingiamo - ha detto il segretario di Nuova Democrazia - a decidere il futuro della Grecia e dei nostri figli. La prima scelta che il popolo è chiamato a fare è euro contro dracma".
Dall'altra parte Syriza, la sinistra guidata dalla nuova stella della politica greca, il 37enne Alexis Tsipras. Syriza vuole riscrivere il Memorandum, sostituendolo con quello che chiama piano nazionale di crescita e sviluppo che annulli gran parte delle misure di austerità. La sfida sembra essere al fotofinish, come testimoniano i sondaggi altalenanti.

Intanto è massima allerta anche a Washington per le elezioni in Grecia, alla vigilia del G20 di Los Cabos, in Messico. L'amministrazione Obama - fa sapere uno dei massimi responsabili del Tesoro americano - "è pronta ad ogni emergenza che dovesse arrivare dall'Europa dopo il voto". "Abbiamo la scatola degli attrezzi" a portata di mano, assicurano i più stretti collaboratori del presidente. Quello che ci si attende dai leader europei - spiega la Casa Bianca - è che pongano sul tavolo del G20 "misure dettagliate, articolate", non impegni generici.

Pur consapevole di essere l'elemento di preoccupazione maggiore attorno al tavolo dei leader, la Ue richiamerà gli altri attori mondiali a rispettare gli impegni già presi per una nuova architettura finanziaria, mettere ordine agli squilibri mondiali e ricapitalizzare il Fondo monetario internazionale. Nel frattempo, venerdì 15, i leader di Francia, Italia, Gran Bretagna e Germania, con i rappresentanti delle istituzioni Ue e la Spagna, si sono riuniti in teleconferenza per portare in Messico una posizione comune. Al termine, una nota dell'Eliseo ha riferito che "c'è un'ampia convergenza di vedute sulle priorità da conferire alla crescita e all'occupazione, alle regole per il settore finanziario e al finanziamento dello sviluppo".

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