La Spagna chiede l'aiuto dell'Ue. Pronti fino a 100 miliardi

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L'Eurogruppo, in una riunione di emergenza, si è detto pronto a intervenire per ricapitalizzare le banche iberiche. In cambio Madrid dovrà riformare il sistema finanziario. Il ministro dell'Economia De Guindos: "Non si tratta di un salvataggio"

La Spagna cede alle pressioni dei partner europei e dei mercati e chiede assistenza finanziaria per ricapitalizzare le proprie banche, prosciugate dalla bolla immobiliare. La svolta attesa da giorni è arrivata sabato 9 da Madrid, dal ministro dell'economia spagnolo Luis De Guindos, al termine di una riunione d'urgenza dei ministri delle finanze della zona dell'Euro, nel corso della quale l'Eurogruppo ha messo sul tavolo la disponibilità ad un prestito "fino a 100 miliardi di euro" per il settore del credito spagnolo.

Il consulto in teleconferenza tra i 17 ministri di Eurolandia è durato circa tre ore e si è svolto in un clima particolarmente 'caldo'. Poche ore prima, il Fmi aveva incalzato l'Europa ad agire, valutando in 40 miliardi di euro il bisogno di finanziamento delle banche spagnole, mentre l'agenzia di rating Moody's aveva nuovamente messo in guardia dai rischi di contagio, precisando che dal sistema bancario spagnolo arrivano i maggiori pericoli per l'Italia.

L'assistenza annunciata sabato 9 è condizionata a misure di risanamento del settore bancario spagnolo, ma non ad un nuovo piano di austerità, così come chiesto dalla Spagna che ha anche preteso ed ottenuto solo un ruolo tecnico di sorveglianza per il Fondo monetario internazionale, che non parteciperà direttamente al prestito. Gli aiuti - la cui entità sarà precisata da Madrid nelle prossime settimane, al termine della valutazione dei risultati di due audit indipendenti sul settore bancario - saranno erogati dai fondi europei salva stati Efsf e Esm e transiteranno verso il fondo spagnolo per la ristrutturazione bancaria (Frob). Madrid - precisa la dichiarazione finale dell'Eurogruppo - manterrà "la piena responsabilita" dell'aiuto, anche se la riforma finanziaria e lo svolgimento del piano di assistenza saranno "monitorati strettamente e regolarmente" dai partner. Tutti elementi che hanno fatto dire oggi al ministro De Guindos che "non si tratta di un salvataggio", ma solo di un aiuto ottenuto a "condizioni molto favorevoli" (guarda il video in alto).

La Spagna ha resistito testardamente alle pressioni perché non voleva essere messa sullo stesso piano di Grecia, Irlanda e Portogallo, i tre paesi della zona dell'euro costretti a chiedere gli aiuti di Ue-Fmi-Bce per evitare il fallimento. "Il governo spagnolo ha la massima determinazione a contribuire alla stabilità della moneta unica", ha dichiarato con orgoglio De Guindos. Resta il fatto che la Spagna, quarta economia di Eurolandia, diventerà il primo big a ricorrere agli aiuti dei partner.

Le modalità del prestito sono però inedite ed aprono una strada nuova. Le conclusioni dell'Eurogruppo sono state accolte con favore dal presidente del consiglio Mario Monti, che ha partecipato con il vice ministro dell'economia Vittorio Grilli. Monti "sostiene pienamente" la dichiarazione finale, riferiscono fonti di palazzo Chigi. Solo pochi giorni fa, il premier aveva detto di ritenere necessario "considerare meccanismi che consentano di agire per ricapitalizzare gli intermediari bancari con forme che coinvolgano meno direttamente gli Stati membri con effetti sui loro debiti pubblici".

Da Berlino, il ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble si è rallegrato per la decisione spagnola. E anche da oltre Atlantico, dove ci sono occhi e orecchie molto sensibili alla crisi dell'eurozona, sono giunti apprezzamenti. Il segretario Usa del Tesoro Timothy Geithner ha definito l'azione europea sulle banche spagnole "un passo concreto verso l'unione finanziaria" che considera vitale per il consolidamento della zona dell'Euro. Un apprezzamento arriva infine in serata anche dal direttore generale del Fmi, Christine Lagarde.

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