Moody's taglia il rating a sette banche tedesche

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Commerzbank passa da A3 ad A2. Giù anche i tre principali istituti austriaci. La decisione motivata dai rischi maggiori per la zona euro. Il sistema finanziario germanico, intanto, valuta l'uscita della Grecia dall'euro: "Non sarebbe un problema"

Le agenzie di rating colpiscono anche la Germania. Moody's ha infatti tagliato il rating di ben sei banche tedesche, tra cui Commerzbank passata da A3 ad A2, e della controllata tedesca del gruppo Unicredit. L'agenzia di rating inoltre ha tagliato anche il rating delle tre principali banche austriache: Raiffeisen e Unicredit Bank of Austria scendono di un punto, mentre Erste Group scende di ben due punti. Per il downgrade di tutte le banche Moody's parla di un peggioramento del rischio della crisi del debito europeo, mentre per quanto riguarda gli istituti austriaci, l'agenzia di rating specifica che la decisione "riflette le avverse condizioni operative di alcuni mercati chiave" degli istituti "nell'Europa centrale e dell'Est e i rischi di ulteriori shock dalla crisi del debito europeo".  La decisione di Moody's però non sembra aver influenzato la borsa di Francoforte, che ha aperto in leggera apertura, mentre la piazza di Vienna ha ceduto circa un punto percentuale.

Da parte del sistema bancario tedesco intanto si inizia a valutare l'eventuale uscita della Grecia dalla zona euro. Non sarebbe un problema, secondo  Raimund Roeseler, presidente dell'Agenzia federale di controllo delle attività finanziarie (Bafin), secondo il quale "vista isolatamente, la Grecia non è un problema", poiché l'insieme delle banche tedesche detiene solo 15 miliardi di euro in titoli greci. "Un'uscita della Grecia dall'euro potrebbe far male a qualche banca, senza però metterne a rischio l'esistenza", aggiunge il manager, sottolineando tuttavia che "nessuno sa quali effetti deriverebbero da un'uscita dall'euro della Grecia". Roeseler rivela poi che l'impegno delle banche tedesche in Spagna ed in Italia ammonta complessivamente "ad una somma di miliardi a tre cifre con l'uno davanti", dunque superiore ai 100 miliardi di euro.

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