Eurostat: cala Pil dell’Italia. Confindustria: “Paese lento”

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L’economia italiana arranca: nel primo trimestre dell’anno ha fatto registrare il risultato peggiore dopo quello dell’Ungheria e della Repubblica Ceca. La Bce lascia i tassi invariati, Draghi: "Liquidità illimitata alle banche per tutto il 2012"

Ancora brutte notizia su e dall’Europa. Nel primo trimestre dell'anno il Pil dell’eurozona e dell’Ue ha registrato una crescita zero: la conferma è arrivata dall’ Eurostat . Nello stesso periodo l'Italia ha registrato una flessione del Pil dello 0,8%, il risultato peggiore tra quelli riportati da Eurostat dopo l'Ungheria (-1,3%) e la Repubblica Ceca (-1%).
Rispetto al primo trimestre del 2011 e dopo le correzioni stagionali, il Pil - secondo i dati Eurostat - nel periodo gennaio-marzo 2012 ha registrato una flessione dello 0,1% nella zona euro, mentre è cresciuto dello 0,1% nell'insieme dei 27 Paesi Ue: nel trimestre precedente le variazioni erano state pari rispettivamente a +0,7 e +0,8%.
Intanto mercoledì 6 giugno la Bce ha deciso di lasciare invariati il tasso di Eurolandia all'1 per cento . Il presidente Mario Draghi ha detto che Francoforte fornirà "liquidità illimitata alle banche per tutto il 2012".

Italia meglio solo di Grecia, Portogallo, Ungheria e Cipro - Per l'Italia i dati Eursotat confermano una flessione del Pil su base annua dell'1,3%, un dato migliore solo a quelli di Grecia (-6,2) Portogallo (-2,2) Ungheria (-1,5) e Cipro (-1,4) e a pari merito con l'Olanda.
I dati Eurostat confermano anche il ruolo trainante svolto dalla Germania: il suo Pil nel primo trimestre del 2012 è cresciuto dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dell'1,2% nei confronti dello stesso periodo del 2011. Rilevanti anche i risultati della Polonia: più 0,8% sul trimestre precedente e più 3,8% su base annua.

Confindustria: “Paese lento, senza un progetto”
- Il nostro è un "Paese lento", a "cui manca una visione di lungo periodo",  e "manca un progetto Paese che identifichi le priorità e le linee di sviluppo", avverte Fulvio Conti, nuovo vicepresidente di Confindustria per il Centro Studi, presentando il rapporto del Csc sugli scenari industriali. "Far ripartire la nostra economia", dice, "è una sfida che richiede di tornare a pensare in maniera strategica, puntare sugli investimenti di lungo periodo, soprattutto in infrastrutture e innovazione, e di riequilibrare il carico fiscale per favorire investimenti e una ripresa dei consumi".

Squinzi: “Sisma avrà ulteriori conseguenze negative” - Con il sisma in Emilia (qui lo speciale di Sky.it) "si teme, e credo sia abbastanza vicino alla realtà, che ci sia uno stop produttivo di almeno 4-6 mesi". E’ l’allarme lanciato invece dal presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi. Che aggiunge: "Nell'area si produce un po' di più dell'1% del nostro Pil, rischiamo qualche frazione di punto di Pil soltanto a causa del terremoto".

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“No a un nuovo aumento dell’Iva” - Il neopresidente di Confindustria ha poi espresso il suo “no” a un nuovo aumento dell'Iva. "Il gettito dell'Iva è calato - ha sottolineato - perché i consumi interni stanno calando. Se alziamo ulteriormente le aliquote Iva c'è da aspettarsi un ulteriore calo dei consumi interni". A proposito del carico fiscale su imprese e privati cittadini ha aggiunto: "E' nettamente più elevato rispetto agli altri paesi europei".
Squinzi ha inoltre messo in guarda dal fatto che se la Grecia dovesse uscire dal sistema dell'euro "c'è il rischio molto concreto che la speculazione internazionale si accanisca contro alcuni paesi europei" e contro l'Italia in particolare. "Credo - ha aggiunto - che prenderebbero come primo obiettivo l'Italia". Dall'Europa, ha concluso Squinzi, "ci viene incertezza su quel che succederà nelle prossime settimane in particolare con le elezioni in Grecia".

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