Fisco, mancano 3,4 miliardi. Corte dei Conti: troppe tasse

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La Ragioneria dello Stato avverte: il gettito riscosso nei primi 4 mesi del 2012 è inferiore rispetto alle previsioni del governo. Ma poi precisa: indicazioni di massima. E il ministro Giarda spiega: “Difficile tagliare le imposte dopo il sisma in Emilia

Allarme gettito: nei primi quattro mesi del 2012 le entrate sono cresciute, un miliardo e mezzo in più rispetto al primo quadrimestre 2011 (+1,3%). Ma non abbastanza: rispetto alle previsioni ufficiali del governo, quelle del Def, il Documento di economia e finanza di aprile, mancano all'appello 3,47 miliardi di euro, quasi tre miliardi e mezzo in un solo quadrimestre.
A pesare sono soprattutto i minori incassi dell'Iva legati alla crisi economica. A certificare l'ammanco è lo stesso ministero dell'Economia, con il Rapporto sulle entrate della Ragioneria Generale dello Stato e del Dipartimento delle Finanze. Che però, nella serata del 5 giugno  puntualizza: la differenza tra le entrate fiscali incassate nei primi 4 mesi dell'anno e le stime del Def, contenuto nel rapporto della Ragioneria, "fornisce solo indicazioni di larga massima". Lo afferma il ministero dell'Economia in una nota spiegando che nei prossimi mesi si evidenzieranno gli effetti delle manovre

Intanto il premier Mario Monti annuncia un inasprimento della lotta all'evasione: "Siamo stati criticati per essere stati troppo duri, saremo ancora più duri in futuro". Monti, in un'intervista a 'Famiglia Cristiana, ha parlato dell'Italia come di "un Paese disastrato" che deve essere "rimesso in sicurezza". Non c'è spazio invece per alleggerire le tasse. Almeno in questo momento.
E anche lo stop all'aumento dell'Iva, previsto per l'autunno, sembra allontanarsi. Il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, parla infatti di "difficoltà maggiore rispetto a quella ipotizzata" dopo il sisma che ha colpito l'Emilia. Dalla Corte dei Conti arriva invece un appello per la crescita: attenzione ad aumentare troppo le tasse, il rischio è quello di un "avvitamento", di un "circolo vizioso" che compromette la crescita. L'economia "asfittica" tra l'altro si fa sentire sul gettito, sotto le attese, proprio come certificato dalla nota della Rgs, ora e forse anche per i prossimi anni, e "rende difficile" conseguire risultati sul fronte della spesa nonostante gli sforzi che vengono fatti.
Bene invece l'avvio della spending review.

La Corte dei Conti, con il presidente Luigi Giampaolino, ha fatto il punto sulla finanza pubblica italiana tornando a puntare l'indice contro l'evasione ("una piaga" che solo per Iva e Irap pesa 46 miliardi di euro l'anno) e contro la corruzione che persiste soprattutto nel settore della sanità.
Il problema di coniugare rigore e crescita resta ma da parte del governo si fa presente che, ora come ora, è arduo pensare a tagliare le tasse. A partire dall'Iva che aumenterà ad ottobre. Si contava sulla 'spending review', per evitarlo, ma la necessità di risorse dopo il terremoto in Emilia compromette questa possibilità.
L'aumento della pressione fiscale provoca però "impulsi recessivi" sull'economia reale - avverte il presidente di coordinamento delle sezioni riunite della Corte dei Conti Luigi Mazzillo - allontanando gli obiettivi di gettito e provocando un "rischio di avvitamento".
"Va disinnescato il circolo vizioso", è l'appello dei magistrati contabili. C'è poi il debito e occorre "realizzare un abbattimento significativo del debito, attraverso la dismissione di quote importanti del patrimonio mobiliare ed immobiliare in mano pubblica".
Bisogna poi puntare alla "lotta all'evasione, all'elusione e al ridimensionamento dell'erosione", perché "resta una piaga pesante per il sistema tributario e per l'economia del nostro Paese". Infine un'altra piaga sulla quale la Corte dei Conti da tempo chiede un cambio di rotta: la corruzione. In un settore delicato, come quello della sanità, persistono "frequenti episodi di corruzione a danno della collettività che continuano ad essere denunciati".

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