Monti: “Presto i tempi saranno maturi per gli Eurobond”

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Così il presidente del Consiglio, rientrato dal vertice di Bruxelles. E sottolinea: "Non esiste un cresci-Italia senza un cresci-Europa". Poi sulla Grecia : "Loro non hanno avuto un presidente come Napolitano che ha evitato il voto"

Rassicurare i mercati, ma anche mandare un segnale contemporaneamente ad Atene e a Berlino. Mario Monti, all'indomani del vertice di Bruxelles, torna a parlare di eurobond. L'Europa, promette, ha imboccato la strada delle obbligazioni europee e ormai non potrà tornare indietro. Non sarà questione di mesi, ma neanche di anni, assicura il premier, spiegando che dopo "l'accelerazione" impressa dal summit notturno i tempi "non saranno lunghissimi". Prima di rientrare da Bruxelles, il presidente del Consiglio incontra il greco Antonis Samaras. Al leader di Nea Democratia Monti assicura che l'Italia vuole a tutti i costi che Atene resti nella moneta unica. Perfettamente consapevole delle conseguenze che la sua uscita potrebbe avere, in particolare su Spagna e Italia. Chiede quindi che l'Europa dia un segnale per evitare che le imminenti elezioni decretino il trionfo degli 'euroscettici'. Ma allo stesso tempo pretende "coerenza" dai greci se vogliono restare nel club. 

Monti: "Evitata fine della Grecia grazie a Napolitano" - Su Atene il premier è poi tornato ospite della trasmissione di La 7 Piazza pulita. "La Grecia ha perso la sovranità, sono sotto le condizioni di Fondo Monetario, Banca Centrale, Commissione Ue. Perdere la propria sovranità perché altri ti dicono 'ecco i soldi ma decido io e non tu' è un'umiliazione pazzesca".  E ha sottolineato che "la Grecia non ha avuto il presidente Napolitano che ha detto di non volere nuove elezioni chiedendo ai partiti di tentare di formare un governo con la partecipazione di tutti". "La sua decisione e quella molto responsabile dei partiti sono stati un passo importante per evitare all'Italia il destino greco". Parlando del nostro Paese, il premier ha poi detto che non può dire se si riuscirà ad evitare l'aumento dell'Iva al 23% il prossimo ottobre. Un passaggio anche sulla Fiat: le imprese "italiane devono restare in Italia non per senso del dovere, ma perché l'Italia riesce a continuare ad esser un'attrattiva".

Tempi maturi per gli eurobond - Sugli eurobond, incontrando il premier ceco, Monti pronostica che "fra non moltissimo i tempi saranno maturi" per introdurli. E poco dopo precisa ancora: "Non è questione di mesi, ma neanche di 5-10 anni", dice a margine del Forum dei giovani, sottolineando che al summit europeo si è registrata una "accelerazione" sul tema.
E' un messaggio diretto anche ai mercati. Monti ha più volte sostenuto che gli investitori si muovono sulla base di sensazioni e umori. Anche gli annunci quindi hanno il loro peso. Certo non bastano. Ma in attesa del vertice di Roma di metà giugno - quando Monti ospiterà Merkel, Hollande e Rajoy - è il massimo che si può fare. Nelle parole del premier c'è anche un monito a Berlino: "Il tema è sul tavolo e non potrà essere gettato via", avverte.

"Non esiste un cresci-Italia senza un cresci-Europa" - Indietro, dunque, non si torna. L'intento non è quello di isolare Berlino: il professore sa che non sarebbe possibile visto che Merkel può contare su diversi alleati fra i Paesi nordici e un braccio di ferro porterebbe solo ad uno stallo. Ma ritiene che ormai i tempi siano maturi per forzare la mano. Anche nella consapevolezza che ci vorrà molto tempo per tradurre l'idea in pratica. Nel frattempo, ci si deve dare da fare su altri fronti. Perché, spiega, "non può esistere un cresci-Italia senza un cresci-Europa". Le riforme sono indispensabili, ma il Paese, da solo, non può farcela. Servono misure europee: più mercato unico, project bond, fondi strutturali diretti alla crescita, un rafforzamento della Bei. Tutte proposte che dovrebbero arrivare dal vertice di fine giugno. Ma per l'Italia sono importanti anche altri dossier: lo scorporo degli investimenti pubblici e quello dei debiti della Pubblica amministrazione verso le imprese. Su entrambi - soprattutto il secondo - l'Italia ha registrato importanti passi avanti durante i lavori del summit. La speranza è di passare presto dalle parole ai fatti.

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