Fornero: "Possibilità di licenziare anche gli statali"

1' di lettura

Il ministro del Welfare auspica parità di trattamento tra settore privato e pubblica amministrazione. Ma il nuovo presidente di Confindustria Squinzi boccia la riforma: "Non convince". Monti promette 8 miliardi per i giovani disoccupati

E' la riforma del lavoro il tema dominante di questa giornata politica, con il nuovo presidente di Confindustria Giorgio Squinzi da una parte che boccia le novità proposte dal governo Monti e il ministro Fornero dall'altra che auspica la libertà di licenziamento anche nel settore pubblico. E su tutti Mario Draghi che dall'universita La Sapienza spiega che servono riforme in grado di coniugare "flessibilità e inclusione sociale". "Lo scarso impiego dei giovani è uno spreco che non possiamo permetterci" dice il governatore della Bce. Ma il premier Mario Monti assicura che i giovani non devono sentirsi soli, piuttosto rappresentano la priorità del governo. E promette "otto miliardi" dai fondi strutturali in attesa di destinazione per la lotta alla disoccupazione giovanile.

Squinzi: la riforma del lavoro non convince - La prima relazione all'assemblea nazionale di Confindustria di Giorgio Squinzi, eletto formalmente mercoledì 23 maggio alla successione di Emma Marcegaglia con il 94% dei consensi dopo l'aspra divisione con Alberto Bombassei nella lotta per la presidenza, tocca tutti gli argomenti sensibili dell'agenda politica e sociale. 
Tra le priorità segnalate nella relazione di Squinzi, l'alleggerimento della pressione fiscale, "una zavorra intollerabile", un impegno serio per i tagli alla spesa pubblica, la necessità di una spending review fatta di "tagli veri".
Nel passaggio rivolto direttamente al governo e alla politica, Squinzi ha poi toccato l'argomento lavoro, defininendo la riforma "meno utile alla competitività del Paese e delle imprese di quanto avremmo voluto" e "non sempre convincente", attaccando poi l'emendamento approvato dal Senato sulla cogestione dei lavoratori alle imprese, ribadendo che Confindustria è "assolutamente contraria a ogni imposizione per legge di forme di cogestione o codecisione". Alla netta bocciatura corrisponde il rilancio dell'accordo con Cgil, Cisl e Uil di giugno sui livelli di contrattazione. Nel quadro dell'intesa il neopresidente ne chiede una semplificazione per "garantirne il rispetto", bocciando quindi fughe in avanti sul modello Fiat.
Al discorso di Squinzi è seguito l'intervento del ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera: "Rigore e crescita vanno di pari passo". E ha aggiunto: "Il Paese si aspetta molto da voi.

Fornero: "Troppe protezioni fanno male a chi non le ha" - A Squinzi ha risposto il ministro del Welfare, Elsa Fornero, dicendo che la riforma "va vista nel suo insieme" e spiegando che "punta al dinamismo del mercato togliendo qualche protezione là dove ce n'erano troppe". Incontrando gli studenti della facoltà di Economia dai quali è stata invitata per spiegare la riforma del lavoro in questi giorni in discussione in Parlamento ha poi aggiunto: "Con la modifica dell'articolo 18 abbiamo tolto qualche protezione, è vero, reso un po' più" facili certi tipi di licenziamento perché pensiamo si debba permettere alle imprese, in determinate condizioni economiche, di avere la possibiltà di fare aggiustamenti sui margini. Ma - ha concluso - la modifica dell'articolo 18 non è libertà di licenziamento".

Fornero: "Togliere protezioni alla P.A." - Ma il ministro Fornero ha anche voluto auspicare che le novità inserite dalla riforma nel settore privato, possano essere allargate anche al pubblico. "Non vogliamo difformità di trattamento - ha detto la titolare del Welfare - mi auguro che qualcosa di simile a quello che abbiamo fatto per i dipendenti privati sulla possibilità di licenziare sia inserito nella delega per i dipendenti pubblici".


Leggi tutto