Crisi, Ocse: "Persi 21 milioni di posti di lavoro"

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Un rapporto dell'Organizzazione fa il punto sulla situazione occupazionale dei Paesi del G20 dal 2008 a oggi e avverte: "C'è il rischio che la disoccupazione possa aumentare ancora". Grave la situazione per i giovani: in Italia il 36% è senza un impiego

La crisi economica mondiale ha "bruciato" 21 milioni di posti di lavoro. Lo rivela un Rapporto congiunto pubblicato dall'International Labour Organization (ILO) e l'Organizzazione per Cooperazione e lo Sviluppo Economico (Ocse). I paesi del G20, quindi, "avrebbero bisogno di creare 21 milioni di posti di lavoro nel 2012 per tornare a livelli dell'inizio della crisi, nel 2008".

Il rapporto sottolinea "il significativo rallentamento dell'attività economica registrato in diverse grandi economie nel secondo semestre del 2011 ha pesato sul mercato del lavoro dei paesi del G20" e ora c'è rischio effettivo che "la disoccupazione elevata e la sotto-occupazione potrebbero aumentare ancora".

Se l'occupazione continua a crescere al ritmo attuale dell'1,5 per cento, infatti, spiega il Rapporto sarà impossibile chiudere il divario di circa 21 milioni di posti di lavoro che si sono accumulati in tutti i paesi del G20.
Il Rapporto ha evidenziato, inoltre, la gravità della disoccupazione giovanile: "In tutti i paesi del G20 il tasso di disoccupazione giovanile è da due a tre volte superiore a quello per  gli adulti, con una media del 19,2 per cento, che non include i  giovani scoraggiati e quelli che prolungano i loro studi a causa della mancanza di un impiego. Ma ci sono variazioni significative tra i paesi, si va da circa il 7 per cento in alcuni per arrivare fino al 50 per cento in altri".

Il rapporto arriva dopo i recenti dati Istat che registrano un aumento di 500 mila disoccupati negli ultimi 12 mesi in Italia: il 36% dei giovani, in particolare, risulta senza lavoro.
"Mancano politiche che consentano a tutti i giovani di entrare nel mercato del lavoro con un'adeguata formazione - ha detto il direttore generale dell'Ilo, Juan Somavia -. Così la formazione professionale, le esperienze di lavoro e l'orientamento sono tutte criticità delle nostre società ad integrare la nuova generazione".

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