Crisi, Sos della Spagna. E in Grecia si rivota il 17 giugno

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Il primo ministro spagnolo Rajoy: “Rischiamo di restare fuori dai mercati”. Il presidente della Bce Draghi conferma la richiesta d’aiuto di Madrid e su Atene dice: “Preferiamo che rimanga nell’euro”. Intanto è tensione sui titoli di Stato: vola lo spread

I timori per la crisi politica greca, lo spread alle stelle e i nuovi allarmi finanziari, che stavolta arrivano dalla Spagna.
Resta ancora altissima la preoccupazione sui mercati dell'Eurozona. L'ultimo Sos arriva dal premier spagnolo Mariano Rajoy. "C'è un rischio concreto di essere tagliati fuori dai mercati, oppure dover pagare tassi astronomici", ha detto il primo ministro al parlamento di Madrid. "Tutte le misure che stiamo prendendo sono necessarie per uscire dal tunnel", ha aggiunto, dopo che lo spread Madrid-Berlino ha toccato il record storico di 507 punti base, con il rendimento dei bonus al 6,49%.
In Europa non si sta "pensando a un piano di salvataggio della Spagna", ha spiegato Rajoy, ma l'Unione e la Bce devono mandare un "messaggio chiaro e forte" di difesa della moneta unica e della sostenibilità dei debiti pubblici.

Spread alle stelle - Le cose non vanno bene neanche in Italia, dove i mercati registrano alta volatilità, e lo spread supera quota 400. A creare turbamento sono le preoccupazioni per la crisi greca, che non sembra avere una soluzione politica. Timori rilanciati dallo stesso ministro dello Sviluppo economico Passera, che si è detto convinto che l'euro può resistere anche senza Atene, ammettendo al contempo come l'Europa non abbia saputo gestire nel modo giusto i problemi ellenici e forse anche ora pretende cose impossibili.
In ogni caso, ha precisato invece il presidente del Consiglio Mario Monti durante la conferenza stampa con il Fondo monetario internazionale, "le prossime settimane saranno decisive per il futuro del nostro Paese e anche dell'Unione europea". L'Italia, ha precisato, "ha fatto ciò che doveva fare per mettere i conti pubblici su basi sicure e avviare riforme  strutturali incisive". Abbiamo bisogno, però, non di una "minor disciplina di finanza pubblica" a livello europeo, ma di più "attenzione alla crescita con soluzioni innovative e coraggiose".

Draghi: "Vogliamo che Atene resti nell'euro" - “La Bce ha una forte preferenza per la permanenza della Grecia nell'euro”, ha dichiarato il presidente Mario Draghi, aggiungendo tuttavia che non è compito dell'istituto centrale decidere cosa debba succedere. "Voglio affermare che la nostra forte preferenza è per la Grecia che continui a stare nella zona euro" ha affermato Draghi
in un discorso tenuto in occasione di una cerimonia di saluto al banchiere centrale Jose Manuel Gonzalez-Paramo. "Dal momento che il trattato non prevede niente sull'uscita (dall'euro), questo non è una questione su cui decide la Bce".
Il numero uno della Bce ha inoltre confermato che la banca centrale spagnola ha chiesto la collaborazione di Francoforte nella gestione della situazione di dissesto del settore bancario nazionale, senza però dare ulteriori dettagli sul tipo di coinvolgimento della Bce.

In Grecia elezioni fissate per il 17 giugno
- Intanto le nuove elezioni legislative  in Grecia sono state fissate per il 17 giugno prossimo. Lo ha deciso il presidente Karolos Papoulias nell'incontro con i leader dei partiti politici in cui è stato anche concordato che il governo facente funzione sarà guidato dal presidente del consiglio di stato  Panagiotis Pikrammenos, secondo quanto anticipano i media locali.
Il clima però è tutt'altro che tranquillo: la gente comincia ad avere paura di una sempre più probabile uscita del Paese dall'eurozona e - anche se non è ancora assalto alle banche - è ufficiale che negli ultimi tre giorni i greci sono corsi a ritirare almeno 800 milioni di euro dai loro conti correnti, mentre secondo altre fonti citate dal Financial Times i prelievi avrebbero già sfondato quota 1,2 miliardi di euro. I banchieri, da parte loro, minimizzano affermando che non c'è stato sinora alcun assalto alle banche e che non ci sarà. Come non ci saranno problemi di liquidità perché, spiegano sempre i responsabili degli istituti finanziari, nei conti di aziende e privati cittadini nelle banche greche sono depositati oltre 165 miliardi di euro.

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