Juncker lascia l'Eurogruppo per "ingerenze" franco-tedesche

Jean Claude Juncker
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Parigi e Berlino "si comportano come se fossero i soli membri del gruppo", ha detto il presidente. E ha aggiunto: "Appoggerò in pieno una eventuale candidatura del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble come mio successore"

Jean-Claude Juncker ha deciso di lasciare la carica di presidente dell'Eurogruppo perché "stanco" delle ingerenze franco-tedesche nella gestione della crisi. Lo ha annunciato di persona durante un discorso ad Amburgo, aggiungendo che "appoggerà in pieno" una eventuale candidatura del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble come suo successore. Schaeuble "ha requisiti eccezionali" per un ruolo che richiede "una grande capacità di ascoltare gli altri", ha affermato Juncker.
La notizia, arrivata nella serata del 30 aprile, è sicuramente destinata a un 'bouleversement' negli equilibri che hanno fin qui guidato l'Unione europea.

Le ingerenze dell'asse franco-tedesco  - La decisione del presidente dell'Eurogruppo, presa alla vigilia della scadenza del suo mandato prevista per il mese di giugno, sarebbe dunque stata dettata dai comportamenti poco collaborativi di Francia e Germania. Parigi e Berlino "si comportano come se fossero i soli membri del gruppo". Queste le parole del presidente.
Secondo Jean-Claude Juncker, non tutte le regole funzionano bene in ogni Paese: "Con l'uniformazione distruggiamo l'Europa". La causa principale della difficile situazione attuale, precisa, è stata una mancanza di coordinamento, in passato, nelle politiche
economiche, dovuta anche all'opposizione tedesca e dei Paesi Bassi nelle trattative per i trattati di Maastricht.

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