Lagarde (Fmi): bene il risanamento e le riforme dell’Italia

Christine Lagarde, direttore generale del Fondo Monetario Internazionale
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Il direttore generale del Fondo monetario internazionale, in un’intervista al Sole 24 Ore, elogia il governo Monti: "L’Italia non ha più bisogno del nostro monitoraggio". E sulla riforma del lavoro: "Deve eliminare il dualismo tra i tutelati e i precari"

Il governo Monti incassa gli elogi di Christine Lagarde, che giudica sufficienti le misure sul risanamento dei conti italiani. In un’intervista al Sole 24 Ore, il direttore del Fondo Monetario Internazionale rivela che l’Italia non ha più bisogno del monitoraggio esterno, perché i mercati hanno fiducia nella capacità riformatrice del governo tecnico.

“Ero a Cannes al tavolo del negoziato – racconta la Lagarde – quando l’allora primo ministro (Berlusconi ndr) ha accettato la necessità del monitoraggio. Sosteneva di aver fatto tutto il necessario, ma i mercati non gli credevano. Poi la storia ci dice che le cose sono cambiate con il governo tecnico". E che il clima sia cambiato lo sottolinea anche nel dire: "Io stessa parlo frequentemente al telefono con il premier Monti e il nostro dipartimento europeo ha un rapporto quotidiano con le istituzioni italiane". Poi esprime un’opinione anche sulla discussa riforma del lavoro. Secondo la Lagarde, il provvedimento sarà positivo se "riuscirà a mantenere l’obiettivo di eliminare il dualismo tra chi è tutelato e chi non lo è". E aggiunge: "Bisogna affrontare l’incertezza sui licenziamenti, affinché le imprese e i datori di lavoro possano sentirsi più fiduciosi di assumere”.

La Lagard, analizzando la crescita delle tensioni sui mercati delle ultime settimane, afferma che il problema è la crescita dei Paesi con la zavorra dell’elevato debito pubblico. Ma esprime soddisfazione per il ruolo svolto dalla Bce guidata da Mario Draghi: "La politica monetaria dell’area euro è uno degli strumenti per sostenere la crescita. Bene le misure non convenzionali della Bce con il sostegno alle banche. In futuro sosteniamo che si debba consentire all’Efsf e all’Esm di prestare direttamente capitali alle banche oltre che ai governi. Ho lanciato questa idea a luglio. Non è stata ancora accettata, ma insistiamo".

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