Lavoro, le imprese: "Meglio nessuna riforma che una cattiva"

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"Siamo molto preoccupate" scrivono in una nota Confindustria, Abi, Ania e Alleanza delle Cooperative, dopo il vertice tra governo e partiti. E lanciano l'allarme: "Le ultime modifiche rischiano di provocare un arretramento" del mercato occupazionale

(In fondo all'articolo tutti i video sulla riforma del lavoro)

Le rappresentanze degli imprenditori si dicono molto preoccupate delle notizie che
trapelano sulle correzioni proposte alla riforma del lavoro dopo l'accordo raggiunto al vertice di maggioranza del 3 aprile. E' quanto si legge in una nota congiunta di Abi, Alleanza delle cooperative, Ania e Confindustria.
"Siamo molto preoccupati per le notizie che stanno trapelando in merito alla riforma del mercato del lavoro - scrivono nella nota congiunta - Al paese serve una buona riforma. Piuttosto che una cattiva riforma, è meglio non fare alcuna riforma", aggiungono le
imprese.

Arretramento del mercato del lavoro -
"L'impianto complessivo della riforma già irrigidisce il mercato del lavoro riducendo la flessibilità in entrata e abolendo, seppur gradualmente, l'indennità di mobilità, strumento importante per le ristrutturazioni aziendali. Queste maggiori rigidità trovavano un logico bilanciamento nella nuova disciplina delle flessibilità in uscita", prosegue il comunicato.
Secondo i rappresentanti degli imprenditori "le modifiche che oggi vengono prospettate sulla stampa vanificano il difficile equilibrio raggiunto e rischiano di determinare, nel
loro complesso, un arretramento piuttosto che un miglioramento". La nota sostiene che "tra queste modifiche risultano inaccettabili, in particolare, la diversa disciplina per i
licenziamenti di natura economica e quella che va complessivamente configurandosi per i contratti a termine, specie per quelli aventi carattere stagionale".
Insomma, ribadiscono gli imprenditori, "piuttosto che una cattiva riforma, è meglio non fare alcuna riforma".

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