Bollette, Passera: “Troppo alte, agiremo a breve”

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Lo assicura il ministro dello Sviluppo Economico all’indomani dei rincari su luce e gas annunciati dall’Authority. E sottolinea: “Bisogna continuare a sviluppare le energie rinnovabili”. Poi, sull’evasione: “Basta con i furbetti, serve sanzione sociale”

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"La bolletta per gli italiani è troppo alta", per il governo "è un lavoro sia a breve che a medio periodo”. Lo ha sottolineato il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera a margine del Workshop Ambrosetti, all’indomani dei rincari su gas e luce annunciati dall’Authority. Dopo i tre decreti la prima cosa che abbiamo preso in mano è il tema dell'energia", ha detto ricordando "lo svantaggio competitivo del Paese" e "le iniziative prese in sede di liberalizzazione". Secondo il ministro tra le misure che si possono intraprendere per ridurre il costo dell'energia in Italia c'è anche quella di "utilizzare risorse italiane, giacimenti di gas e petrolio non ancora sviluppati".

E sulle energie rinnovabili: “Abbiamo obiettivi europei che intendiamo raggiungere e superare però dobbiamo farlo bene, non come è stato fatto in parte in questi anni, in cui sono stati impegnati troppi soldi delle famiglie e delle imprese. Nel fotovoltaico che vogliamo continuare a sviluppare sono stati impegnati 150 miliardi di soldi delle famiglie per fare un'operazione troppo accelerata a prezzi troppo alti". Per Passera bisogna "continuare a sviluppare verso livelli di mercato tutte le rinnovabili, con particolare interesse verso quelle che fanno occupazione in Italia, fanno filiera tecnologica e imprenditoriale, però senza arrivare a quelle enormità e accelerazioni che hanno portato ad aumenti in bolletta oggettivamente eccessivi, giusti dal punti di vista del calcolo, ma eccessivi dal punto di vista della sopportabilità per le famiglie".

Il ministro dello Sviluppo Corrado Passera ha poi parlato della lotta all’evasione, sottolineando l'importanza della "sanzione sociale."Non può più essere considerata furbizia non pagare le tasse. Non può essere considerato accettabile che chi ha uno stile di vita di buon livello non abbia poi una sua quota di partecipazione agli oneri pubblici".

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