Metà degli italiani guadagna meno di 15mila euro l'anno

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Secondo quanto risulta dalle dichiarazioni Irpef presentate nel 2011, il reddito medio pro capite è pari a 19.250 euro. Solo l'1% dei contribuenti dichiara invece più di centomila euro e circa 10,7 milioni (il 25%) non pagano tasse

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Il 49% dei contribuenti italiani ha un reddito complessivo lordo annuo che non supera i 15.000 euro, un terzo invece non supera i 10.000 euro. E' quanto risulta dalle ultime dichiarazioni Irpef, presentate nel 2011, rese note dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell'Economia.

Circa 10,7 milioni di contribuenti, circa il 25%, "hanno imposta netta pari a zero", per cui non pagano l'Irpef. Si tratta di contribuenti a basso reddito compresi nelle soglie di esenzione o la cui imposta lorda si azzera con le numerose detrazioni del Fisco.

Il reddito medio degli italiani, secondo quanto emerge, è pari a 19.250 euro e in un anno il reddito è cresciuto dell'1,2%. Solo l'1% dei contribuenti italiani dichiara invece redditi superiori ai 100.000 euro, mentre i contribuenti con redditi dichiarati superiori ai 300.000 euro sono invece 30.590, lo 0,07% del totale.

Intanto secondo l'Istat le retribuzioni contrattuali orarie a febbraio restano ferme su base mensile mentre salgono dell'1,4% su base annua. Secondo l'istituto di statistica, inoltre, il valore tendenziale (cioè la variazione rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), rimane ai minimi dal marzo del 1999.

Sempre dai dati forniti dall'Istituto di statistica, si scopre che a febbraio la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e il livello d'inflazione (+3,3%), su base annua, tocca una differenza di 1,9 punti percentuali, eguagliando la distanza già raggiunta a dicembre, che rappresenta il divario più alto dall'agosto del 1995.

Ma dall'istituto di statistica arrivano anche dati sul carrello della spesa, che per le famiglie si fa sempre più caro. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), sono aumentati a marzo del 4,6%. Un valore, superiore al tasso d'inflazione (3,3%), che risulta il più alto dall'ottobre del 2008 (quando si registrò lo stesso livello).

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