Caro benzina, la verde supera quota 1,90

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Sempre più cari i carburanti lungo tutta la penisola. Le associazioni dei consumatori puntano il dito contro i petrolieri: "Speculano in vista dell'esodo di Pasqua". Ma loro smentiscono e danno la colpa all'embargo sull'Iran

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L'esodo di Pasqua sarà all'insegna di prezzi record per la benzina, con la verde che ha sfondato ormai quota 1,9 euro e sembra avviarsi senza freni a superare la soglia dei 2 euro. Una corsa che renderà  più difficili le brevi vacanze pasquali delle famiglie italiane, costrette a fare i conti con un pieno che, dall'inizio dell'anno, è cresciuto di ben 10 euro: unica risorsa a cui aggrapparsi, i marchi no-logo, dove si può risparmiare qualcosa e che stanno spuntando un po' in tutta Italia.

L'aggiornamento dei prezzi di Staffettaonline, al di là delle punte che in alcune zone del Paese hanno già fatto comparire i 2 euro sulle colonnine dei distributori, mostra oggi che due marche, Ip e Shell, hanno rotto gli indugi e portato la verde rispettivamente a 1,905 e 1,900 euro al litro (e la seconda il diesel a 1,795). In controtendenza appaiono invece le cosiddette pompe bianche, dove per un litro di benzina "bastano", secondo Quotidiano Energia, 1,806 euro. Per questo i distributori no-logo stanno invadendo le strade della Penisola: sono ormai circa 400 e si trovano soprattutto al Nord, anche se la penetrazione (vale a dire il rapporto tra numero di impianti e di abitanti) è maggiore nelle Regioni del Centro, Marche in testa. Presto, come ha rivelato il settimanale Panorama, scenderà poi in campo la Coop, con l'apertura di sei distributori di benzina accanto agli Ipercoop, con l'obiettivo di arrivare entro il 2013 a una rete di una ventina di pompe in tutta Italia in cui il carburante si troverà con uno sconto di almeno 10-15 centesimi rispetto a quello delle grandi compagnie petrolifere.

Nel frattempo, però, chi non ha una pompa bianca nelle vicinanze di casa deve rifornirsi ai distributori tradizionali. Soprattutto in questi giorni di pre-esodo pasquale si tratta di un vero e proprio salasso: secondo il Codacons le compagnie petrolifere "speculano" proprio "sui viaggi di Pasqua e sulle gite di Pasquetta", ma il presidente dell'Unione petrolifera Pasquale De Vita respinge le accuse e punta il dito sull'embargo all'Iran. Adusbef e Federconsumatori hanno comunque calcolato che un pieno costa in media 10 euro in più rispetto a inizio anno e 22 euro in più rispetto a marzo 2011. In termini annui, l'aggravio rispetto a marzo 2011 è pari a 528 euro, solo per costi diretti, a cui si aggiungono 423 euro annui per i costi indiretti determinati sui prezzi dei beni e servizi a causa del caro carburanti.

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