L'Ocse: "L'Italia deve ridurre la protezione sul lavoro"

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L'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: "Le misure recenti per risanare i conti sono importanti, ma le sfide restano ancora spaventose". E aggiunge: "Occorrono riforme per aumentare crescita e competitività"

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L'Italia è tra i paesi della zona euro (Germania, Francia, Spagna, Lussemburgo, Paesi Bassi, Portogallo e Slovenia) che devono ridurre o allentare la protezione sul lavoro e riformare la struttura della tassazione.
Mentre in Italia prosegue il dibattito, è l'Ocse a invitare ad accelerare il processo di riforme del nostro Paese. Nel rapporto sull'Eurozona, l'organizzazione parigina, invita il nostro paese a compiere riforme anche sul fronte fiscale e aggiunge: "Le recenti misure per risanare i conti prese da Grecia, Italia, Portogallo e Spagna sono passi importanti ma le sfide restano ancora spaventose". Roma, in particolare, è tra i paesi dell'Eurozona che devono tornare a una crescita "più forte" e "migliorare la competitività".

"Occorre più crescita e competitività" - "Nei paesi con una crescita persistentemente bassa come l'Italia - spiega l'Ocse - c'è la necessità di tornare a un cammino di crescita più forte e migliorare la competitività. Secondo l'organizzazione di Parigi, "il consolidamento di bilancio è ora in corso in tutti i paesi" ma "ogni ripresa nell'area euro rimarrà fragile finché gli squilibri sono irrisolti".
Pertanto, da noi come in altri paesi, "le riforme strutturali sono centrali per aumentare la crescita e i livelli di reddito in modo che alti livelli di debito accumulato siano sostenibili e il carico del debito diventi piu' gestibile".

"Evitare squilibri" - Molte riforme "aumenterebbero l'attività - si legge nel rapporto - nel breve termine. Le misure strutturali aiuterebbero ad affrontare le cause di eccessivi squilibri sia negli avanzi che nei deficit dei paesi, comprese le regolamentazioni che scoraggiano gli investimenti e i meccanismi di formazione salariale che indeboliscono la competitività. Secondo l'Ocse, "le riforme strutturali hanno un importante ruolo da giocare per risolvere eccessivi squilibri nei paesi che hanno accumulato alti livelli di indebitamento e sperimentato significative perdite di competitività".

"Attuare riforme anche in Ue" - Inoltre le riforme strutturali "aiuterebbero a ridurre i carichi di alto debito, ripristinare la competitività e attrarre capitale estero. In paesi con un basso potenziale di crescita e una debole domanda interna, le riforme strutturali, specialmente nel settore dei servizi, potrebbero aumentare l'investimento e l'attivita' domestica".
Nella Ue, ricorda infine il rapporto, "la governance strtturale, fiscale e finanziaria è stata rafforzata ma queste misure ora devono essere realizzate e ci sono alcune aree in cui le riforme dovrebbero andare avanti".

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