Grecia, lo scambio di titoli pubblici ha successo

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Lo swap è riusciuto. Lagarde (Fmi): “I rischi di un’acutizzazione della crisi in Europa per ora sono stati rimossi”. Il presidente dell’Euoroparlamento Shulz: “Ora serve la crescita”. E Fitch declassa il rating del debito sovrano

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La Grecia passa l'esame dello swap: il piano di concambio volontario dei titoli di Stato detenuti da investitori privati ha infatti registrato adesioni intorno all'85,8% del totale. Lo ha comunicato il ministero delle Finanze ellenico, dopo che alle ore 21 dell’8 marzo si è chiuso il termine per la partecipazione da parte dei soggetti interessati. Dal comunicato si apprende che le adesioni ricevute hanno riguardato bond per complessivi 172 miliardi, di cui 152 miliardi di diritto greco.


Fitch declassa
comunque il rating - Nonostante questo, l'agenzia di rating Fitch ha successivamente declassato il rating del debito sovrano della Grecia, da 'C' a 'Restricted default'. L'agenzia di rating, in passato, aveva preannunciato un declassamento di Atene per il fatto che il contributo di banche e gli altri creditori privati al nuovo salvataggio della Grecia "costituisce un evento di 'restricted default"', ossia un default limitato. La decisione segue conferma da parte del Governo greco che lo swap sui bond andrà avanti. Per Fitch "uno scambio che prevede l'offerta di nuovi titoli con termini peggiorativi rispetto a quelli garantiti in origine" e che quindi configura il debito sovrano nella casistica di "distress finanziario costituisce un evento di default in base ai Coercive Debt Exchange Criteria".

Grecia, default "disordinato" evitato - Il tasso di partecipazione potrebbe raggiungere la soglia del 95,7% in caso di applicazione delle clausole di azione collettiva che potrebbero costringere ad aderire anche chi si è per ora astenuto. La Grecia - prosegue il comunicato – ha informato i partner internazionali della volontà di far scattare tali clausole sui bond di diritto greco in circolazione non ancora consegnati allo swap. Atene ha inoltre esteso al 23 marzo il termine per l'adesione allo swap per le obbligazioni di diritto non greco e per quelle emessi dal società statali. Oltre tale data, si specifica, non ci saranno ulteriori opportunità d'adesione. Il piano - che riguarda complessivi 206 miliardi di governativi greci in circolazione - è parte integrante del secondo pacchetto di aiuti internazionali concesso al Paese, da 130 miliardi di euro. L'adesione comporta la svalutazione del 53,5% del valore nominale dei titoli di Stato consegnati. Atene ha indicato di puntare a una partecipazione dei creditori privati del 90% del debito, indicando che - in caso di adesione inferiore ma comunque entro il 75% - avrebbe avviato consultazioni con i partner internazionali. Un risultato inferiore al 75% avrebbe invece messo a rischio l'intero accordo di bailout del paese.

Schulz (Parlamento europeo): "Ora la crescita" - Dopo il successo dell'operazione di scambio di titoli pubblici greci per gli investitori privati e la conseguente riduzione del debito di Atene, "la Grecia ha ora bisogno di un'iniziativa per la crescita". E' il commento del presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che considera l'accordo "un passo essenziale per far tornare il debito della Grecia a livelli sostenibili e per restaurare la stabilità nell'Eurozona", oltre che "la pre condizione per l'approvazione finale del secondo pacchetto di aiuti da 130 miliardi approvato il mese scorso". Ma ora serve la crescita: "rafforzerebbe gli sforzi per il taglio del debito dando speranza ai cittadini greci che stanno perdendo il lavoro e rischiano la povertà".

Lagarde (Fmi): Europa fuori da una crisi più grave - Poco prima dell’ufficializzazione da parte di Atene dei dati sulle adesioni dello swap, il numero uno dell’Fmi Christine Lagarde ha detto in un’intervista alla Pbs che i rischi di un'acutizzazione della crisi in Europa per ora sono stati rimossi. Proprio l'allontanamento di una crisi greca incoraggia la Lagarde a vedere l'Europa per ora fuori da una crisi più grave. Soprattutto appare scampato il pericolo di un effetto domino dalla Grecia a Italia e Spagna. Il board del Fmi discuterà il 15 marzo della sua parte di aiuti al nuovo programma da 130 miliardi di euro per la Grecia.

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