Marchionne: nessuna minaccia per gli stabilimenti Fiat

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"Non voglio incentivi o assistenza finanziaria" spiega l'ad del Lingotto dal Salone dell'auto a Ginevra. Parla poi di possibili future alleanze: "Tutti sono compatibili. Tranne Volkswagen, Daimler e Bmw". E su Monti: "Mi piace tutto"

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Fiat gode di buona salute e non c'è nessun pericolo per gli stabilimenti italiani. Con l'accordo sfumato con Peugeot il Lingotto non ha perso niente. E, non da ultimo, l'operato del governo Monti è soddisfacente. Così Sergio Marchionne, dal Salone dell'auto di Ginevra, parla del futuro del paese. Lavorativo e politico.

"Non voglio incentivi" - "Non voglio incentivi o assistenza finanziaria". Ha esordito così l'amministratore delegato nel corso della conferenza stampa. "Fiat  - ha ribadito  - è finanziariamente solida e si oppone a qualsiasi intervento di sostegno del mercato". Ciò che interessa Marchionne, infatti, è "operare in modo efficiente".

Nessuna minaccia per gli stabilimenti  - "Abbiamo preso un impegno per Pomigliano, confermato quello per Mirafiori con almeno un modello della Fiat e uno della Jeep, gli altri due stabilimenti hanno altri prodotti. Non c'è nessuna minaccia per gli stabilimenti" assicura l'amministratore delegato. Oltre a Pomigliano e Mirafiori, ha sottolineato ancora Marchionne, "gli altri stabilimenti italiani hanno prodotti su cui non c'è nulla da dire. Vanno rinnovati nella tempistica che ha richiesto il piano di sviluppo".

Caso Peugeot e alleanze future - Marchionne ha poi parlato di future possibili alleanze. "Tutti potrebbero affiancarsi a Fiat, anche se bisogna considerare i problemi di antitrust. Togliendo quei limiti sono tutti accettabili come partner. E' chiaro che ce ne sono alcuni assolutamente incompatibili come Volkswagen, Daimler e Bmw, mentre la Renault è tecnicamente compatibile, ma ora non scrivete - ha precisato con una battuta - che Fiat si allea con Renault".     
Fiat ritiene che l'accordo tra PSA e General Motors non escluda nulla sul fronte alleanze, neanche una futura partecipazione del gruppo italiano. "Non abbiamo perso niente, per noi non si è chiusa nessuna possibilità con l'accordo PSA-GM", ha detto l'ad, rispondendo a una domanda sulla possibilità di un ingresso di Fiat nella partnership. L'ad, nella conferenza stampa al Salone dell'auto di Ginevra, ha aggiunto di non avere fretta di realizzare la fusione Fiat-Chrysler.

Marchionne, infine, ammette di condividere in toto l'operato del governo del primo ministro Mario Monti. "Del governo Monti mi piace tutto", ha detto rispondendo a una domanda su pregi e difetti dell'esecutivo.

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