Marcegaglia: sindacati non tutelino i ladri. Cgil: smentisca

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La leader di Confindustria attacca le associazioni dei lavoratori: proteggono gli assenteisti. La replica di Susanna Camusso: frase offensiva. Elsa Fornero: "Un accordo è possibile". Pier Luigi Bersani: "Senza intesa vedremo se votare sì". GUARDA IL VIDEO

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Alta tensione tra i sindacati e  Confindustria: a scatenare il botta e risposta, dai toni accesi, è stata un'affermazione del leader degli industriali a proposito della tutela che i sindacati offrirebbero non ai lavoratori, ma a ladri e fannulloni. E intanto la riforma del mercato del lavoro appare tutta in salita: il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha lasciato intendere che il sì alla riforma, qualora il Governo la presenti senza l'accordo con i sindacati, non è affatto scontato. "Se malauguratamente l'accordo non ci fosse, valuteremo sulla base delle nostre proposte. Vogliamo vedere quello che viene fuori", ha detto in un'intervista. Mentre Elsa Fornero si è mostrata fiduciosa: "Un accordo è possibile" (VIDEO).

Il botta e risposta -
Tornando al clima pesante di martedì 21 tra le parti sociali, la "miccia" è stata innescata da Emma Marcegaglia, che ha usato parole durissime contro i rappresentanti dei lavoratori: "Vorremmo - ha detto - un sindacato che lotta anche fortemente con noi per tutelare il lavoro, ma che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa bene il proprio lavoro".

Immediata la risposta della Cgil tramite due messaggi su Twitter:


Critiche anche dal leader della Cisl Raffaele Bonanni: "Non so di quale sindacato parla la Marcegaglia - ribadisce Bonanni -. La mia organizzazione si è sempre presa le proprie responsabilità di fronte alle scompostezze degli imprenditori e pure di alcune realtà sindacali". Duro il segretario generale della Uil Luigi Angeletti: "La Uil non protegge assenteisti cronici né ladri. Gli imprenditori possono dire altrettanto?". "Offensiva, punto", è poi intervenuta la Camusso. Il Presidente di Confindustria ha poi precisato: "Nessuna mancanza di fiducia e rispetto nei sindacati confederali, con i quali abbiamo firmato l'importante accordo del 28 giugno sul lavoro e con i quali stiamo conducendo una trattativa seria e costruttiva".

Marchionne: "Con Bombassei presidente, la Fiat potrebbe tornare in Confindustria" -
A stemperare il clima, poi, non è certo servito l'intervento di Sergio Marchionne che ha ipotizzato un rientro di Fiat in Confindustria, qualora alla presidenza venga scelto Bombassei il cui programma "è certamente innovativo e votato al radicale cambiamento dell'associazione. Noi ci riconosciamo in questo processo di rinnovamento che, se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro della Fiat in Confindustria". "Mi stupiscono le parole di Sergio Marchionne, ad Fiat, in merito a Confindustria e alla successione alla presidenza dell'associazione", ha replicato Morelli, Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria.

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