Grecia, tensioni in attesa del vertice dell'Eurogruppo

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Bruxelles dovrebbe dare il via libera al secondo pacchetto di aiuti ad Atene. I cittadini tornano in piazza contro i tagli: le richieste della troika (Ue, Bce e Fmi) sono "inaccettabili", poiché violano gli accordi collettivi e i diritti dei lavoratori

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Alla vigilia della riunione dell'Eurogruppo, chiamato a decidere sul trasferimento di 130 miliardi alla Grecia, circa 1.500 persone sono tornate a protestare in piazza Syntagma ad Atene. La manifestazione si è formata nello stesso luogo che una settimana fa vide comuni cittadini e black bloc sostenersi a vicenda negli scontri con la polizia, che aveva caricato una manifestazione inizialmente pacifica (VIDEO E FOTO).

I manifestanti: le richieste della troika sono inaccettabili - "Povertà e fame non hanno nazionalità", si legge su uno degli striscioni dei dimostranti che si sono fermati fuori dal Parlamento. "Ciascuno di noi", spiega il tassista Gregoris Militis, 52 anni, "dovrebbe scendere in piazza. A chiamare alla protesta sono stati, congiuntamente, i sindacati del settore pubblico e di quello privato, per i quali le richieste della troika restano "inaccettabili", poiché violano gli accordi collettivi e i diritti dei lavoratori.  I dimostranti hanno scandito slogan e innalzato striscioni con scritte antigovernative e contro l'Ue, la troika e la Germania del tipo "abbasso il memorandum della fame", "fuori i politici dalla Grecia", "sciopero ad oltranza e rivolta popolare". Nonostante ciò, secondo un sondaggio d'opinione condotto dall'istituto Marc e pubblicato domenica 19 febbraio dal quotidiano Ethnos, i greci sono favorevoli all'Unione europea malgrado il piano di austerità imposto dai creditori, Ue e Fmi.

Il 76% vuole restare nella Ue e vuole l'euro - In base alla ricerca, infatti, il 75,9% degli intervistati si è detto favorevole alla "prospettiva europea" della Grecia e non si augura un'uscita dall'euro. Solo il 19,6% delle persone intervistate si è pronunciato per il ritorno alla dracma, moneta nazionale del Paese prima dell'adesione alla zona euro nel 2002. In particolare, un greco su due spera che il suo Paese "alla fine resti nella zona euro nel caso in cui abbia successo il programma di pulizia dell'economia" dettato dall'Ue e dal Fmi, mentre il 39% pensa il contrario. Il 66,5%, inoltre, si augura che il programma riesca, mentre il 60% prevede che "se il programma non fosse stato approvato domenica scorsa dal Parlamento, la Grecia avrebbe rischiato di fallire". Un voto che per il 48% dei greci è stato, quindi, "giusto". Quanto ai responsabili della situazione attuale, per quattro greci su cinque sono "i governi greci", mentre il 9,3% punta il dito contro "i mercati e gli speculatori" e il 6% se la prende con "gli europei e il Fmi".

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