Lavoro, Fiom all’attacco: sciopero sull’articolo 18

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Il sindacato dei metalmeccanici ha proclamato 8 ore di protesta il 9 marzo. Il governo ha convocato le parti sociali per il 15 febbraio per discutere della riforma. Intanto, la Commissione europea: “Il mercato italiano crea diseguaglianze”

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La Fiom alza il tiro contro la politica dei contratti della Fiat e contro l'ipotesi governativa di modificare l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti senza giusta causa. Il leader dei metalmeccanici della Cgil, Maurizio Landini, ha proposto al Comitato centrale della Fiom di indire uno sciopero generale di 8 ore il 9 marzo. E il Comitato ha approvato all’unanimità. Il 9 marzo, dunque, sarà sciopero. Si tratta della seconda importante protesta sindacale dopo lo sciopero nazionale di tre ore indetto da Cgil-Cisl-Uil contro la riforma delle pensioni approvata dall'esecutivo in autunno. Il governo ha convocato per mercoledì 15 febbraio le parti sociali per discutere della riforma del lavoro.
Intanto sulla situazione occupazionale italiana è intervenuta anche la Commissione europea. L'alta disoccupazione giovanile in Italia è dovuta a "diversi fattori come la segmentazione del mercato del lavoro e un sistema squilibrato di sostegno alla disoccupazione che ha creato diseguaglianze tra le generazioni", si legge nel comunicato con cui la Commissione presenta i team anti-disoccupazione in partenza per otto Stati membri tra cui l'Italia.

Manifestazione contro la Fiat spostata al 18 -
"La Fiom aveva previsto di organizzare una manifestazione nazionale l'11 febbraio sul caso Fiat. La manifestazione è stata spostata al 18 febbraio. Landini propone di trasformare la manifestazione in un'assemblea nazionale dei delegati e di indire uno sciopero generale della categoria il 9 marzo anche contro la modifica dell'articolo 18", ha spiegato una fonte sindacale all’agenzia di stampa Reuters. Il 13 dicembre la Fiat ha siglato con le organizzazioni sindacali, Fiom esclusa, il contratto di lavoro per i suoi 86.000 dipendenti in Italia che aumenta sensibilmente la flessibilità degli orari, l'utilizzo degli impianti e stabilisce clausole di responsabilità che impegnano i sindacati firmatari al rispetto delle intese.

Incontro governo-parti sociali - Mercoledì 15 febbraio si tiene un nuovo incontro a Palazzo Chigi tra le parti sociali e il governo sulla riforma del mercato del lavoro che Mario Monti ha detto di voler approvare entro marzo per rendere l'Italia più competitiva. Al momento l'unico punto di intesa fra tutte le parti, governo, sindacati e imprenditori riguarda l'individuazione dell'apprendistato quale contratto per facilitare il passaggio dei giovani da lavori con contratti a termine e/o atipici a contratti temporalmente più stabili. Il dibattito politico sindacale si è però incentrato soprattutto sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che, per le realtà produttive con più di 15 dipendenti, obbliga al reintegro in azienda del dipendente licenziato senza giusta causa.

Il no della Cgil - Anche oggi, martedì 14 febbraio, la leader della Cgil Susanna Camusso ha confermato la posizione di totale chiusura del sindacato in materia e smentito la notizia di aver incontrato segretamente Monti la settimana scorsa. Camusso si è espressa anche contro una sospensione dell'efficacia dell'articolo 18 per i lavoratori precari i cui contratti dovessero essere trasformati a tempo determinato. "Non è ipotizzabile la sospensione dell'articolo 18. Le menzogne di qualche giornale le lasciamo a qualche giornale", ha detto la segretaria della Cgil a margine di un convegno. Sullo sciopero della Fiom la Cgil ha detto su Twitter che "lo sciopero è giusto perché la Fiat lede i diritti dei lavoratori. Su riforma lavoro e articolo 18 valgono le posizioni della Cgil".
Al rigore dell'organizzazione di Corso Italia, gli altri due sindacati confederali, Cisl e Uil, hanno opposto un atteggiamento di maggior apertura. "Sull'articolo 18 bisogna trovare una soluzione. Alcune proposte di manutenzione mi sembra che abbiano preso piede. Del resto il governo interverrebbe comunque e sarebbe inconcepibile che non si trovasse una via di uscita", ha detto Bonanni a margine di una convegno. “Sull’articolo 18 c'è la necessità di trovare soluzioni ragionevoli. Bisogna scrivere in maniera chiara quali sono i motivi, le cause che possono legittimare una risoluzione di un rapporto di lavoro” ha detto a SkyTG24 il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti a proposito dell'articolo 18. "

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