Grecia, convocato l’Eurogruppo. Ma non c'è l'accordo

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Juncker chiama a raccolta i ministri dell’Economia della zona Euro per giovedì 9 febbraio. Ma il governo greco, dopo una riunione durata otto ore, non trova l'intesa con i partiti sulle riforme

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Non c'è accordo in Grecia sulle riforme che chiede l'Europa ma l'Eurozona non ha intenzione di aspettare ancora e convoca un Eurogruppo per giovedì 9: al termine di otto ore di riunione tra governo e partiti, non si riesce a superare l'impasse sul nuovo rigore che la troika Ue-Bce-Fmi chiede ad Atene in cambio dei nuovi aiuti da 130 miliardi di euro. A dividere è soprattutto il nodo pensioni, con i tagli a quelle integrative. Il premier Lucas Papademos spera di risolvere continuando a trattare ancora con la troika.

La pazienza dei Paesi dell'Eurozona, però, è finita: la Germania non vuole concedere nemmeno un minuto di più e si comporta come se tutto dovesse finire bene, lasciando capire che la Grecia non ha altra scelta. "Lo swap dei bond greci è atteso per la prossima settimana, non c'é un piano B per Atene", ha detto il viceministro dell'Economia tedesco, Thomas Steffen, senza menzionare che al momento mancano i presupposti perché l'operazione di sostituzione dei titoli, che aiuterà Atene ad alleggerire il suo debito di 100 miliardi di euro, avvenga davvero.

L'Europa e il Fondo monetario internazionale (anche il direttore generale Christine Lagarde sarà all'Eurogruppo) avrebbero voluto due cose da Atene prima del vertice: l'accordo con i creditori privati sullo “swap” dei titoli (i privati accetteranno nuovi bond perdendo oltre il 70 per cento), e l'accordo con la troika Ue-Bce-Fmi sulla nuova cura di rigore. Senza entrambi, l'Eurogruppo non potrà dare il via libera ai 130 miliardi di euro necessari alla Grecia per scongiurare il default a marzo, quando andranno in scadenza 14,5 miliardi di obbligazioni. Fondi che non bastano comunque più, perché c'è un buco da 15 miliardi da coprire, come conseguenza del deterioramento delle finanze greche.

Anche di questo discuterà l'Eurogruppo, chiamando in causa la Bce nella ristrutturazione del debito ellenico. Per rispettare i Trattati, la partecipazione della Bce avverrebbe attraverso lo scambio di bond greci con bond emessi dal fondo salva-Stati Efsf: l'Eurotower rinuncerebbe così a parte dei profitti su questi titoli comprati a sconto pari a circa 11 miliardi di euro.

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