Gelo, emergenza gas: limiti ai consumi delle industrie

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Il freddo mette a rischio i rifornimenti e il Ministero dello Sviluppo economico corre ai ripari: "Via libera alla fase d'emergenza”. Attivate le centrali ad olio. L’ad dell’Eni, Scaroni: “La situazione si tranquillizzerà nel week end"

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E' emergenza per le forniture di gas. Il calo dei flussi in arrivo dalla Russia e ora anche dalla Svizzera, il picco di consumi dovuti all'emergenza gelo e i problemi riscontrati al rigassificatore di Rovigo, dove le navi non riescono ad ormeggiare a causa del mare grosso, stanno riducendo le disponibilità di materia prima, tanto da costringere governo e operatori a correre ai ripari e anche la Commissione europea ad offrire il proprio aiuto, se necessario.

Il Comitato di emergenza riunito al Ministero dello Sviluppo economico per monitorare la situazione ha infatti dichiarato lo stato d'emergenza, dando il via libera alla messa in esercizio delle centrali a olio combustibile e ai distacchi programmati delle cosiddette aziende "interrompibili" (quelle cioè che a fronte di riduzioni tariffarie sono disposte ai distacchi di energia), unico modo per salvaguardare al cento per cento le famiglie, rimaste invece in decine di migliaia in questi giorni senza elettricità in molte zone del Paese, Lazio in testa. Una nuova riunione si terrà martedì 7 febbraio, per verificare lo stato delle condizioni meteo e per aggiornare il quadro della situazione. Anche perché per riattivare le centrali ad olio è necessario un apposito atto del ministero di deroga alle norme ambientali, che dovrà arrivare dunque a stretto giro.
Le misure decise consentiranno, secondo l'amministratore delegato di Eni, Paolo Scaroni, di disporre di 25 milioni di metri cubi di gas al giorno in più, pari all'8-9% dei consumi italiani: "La situazione - ha assicurato - si tranquillizzerà nel week end". Fino a quel momento bisognerà valutare però, non solo quanto freddo farà, ma anche il comportamento di Gazprom.

Le importazioni di gas dalla Russia continuano infatti ad essere inferiori a quanto programmato (lunedì 6 febbraio lo scostamento è stato del 18%). Il calo medio dal 31 gennaio, da quando cioè sono iniziati i problemi di approvvigionamento, è stato del 20,2%. All'appello mancano in totale 149,6 milioni di metri cubi di gas in arrivo da Mosca. Una carenza a cui Eni ha fatto fronte ricorrendo alle scorte e massimizzando le forniture da altri fronti: "Siamo in emergenza e abbiamo reagito all'emergenza aumentando le importazioni di gas dall'Algeria e dal Nord Europa", ha spiegato Scaroni.
La situazione è di emergenza, ma “le famiglie possono stare tranquille, il gas per il riscaldamento sarà sempre assicurato comunque” ha rassicurato a SkyTG24 il Sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti .



La scelta del governo che ha deciso di agire sulle imprese non è però piaciuta agli industriali e, soprattutto, al loro leader Emma Marcegaglia che ha chiesto di mettere mano con più decisione alle riserve. "In caso di bisogno sono lì a disposizione", ha assicurato il ministro dello Sviluppo Corrado Passera, aggiungendo che effettivamente "in termini di stoccaggio potremmo fare qualcosa di più". Il problema, indicano alcuni esperti di settore, sembra però non essere tanto la quantità di gas, ma quello ormai annoso delle infrastrutture disponibili per immetterlo in rete e distribuirlo. Come se, in pratica, dal rubinetto non riuscisse ad uscire abbastanza metano per soddisfare le esigenze crescenti del sistema, afflitto dalle temperature polari di questi giorni.

Ascolta le parole di Gianni di Giovanni (Eni):



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