Gas, il freddo fa volare i consumi. E scatta l’allerta

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Nei prossimi giorni si potrebbe toccare il record di 440 milioni di metri cubi. Il Ministero dello Sviluppo, che ha già aumentato le importazioni da Nord Europa e Nord Africa dopo il calo di forniture provenienti dalla Russia, annuncia "ulteriori misure"

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Scatta l'allerta per il gas. Il freddo morde l'intera Italia e il consumo ha toccato domenica 5 febbraio un picco di 385 milioni di metri cubi. Lunedì 6 febbraio, non appena si riattiveranno le industrie, i tecnici hanno già calcolato che si toccherà il primato di tutti i tempi: 440 milioni di metri cubi. La Russia continua già da qualche tempo a mantenere i rubinetti della Gazprom semichiusi: la riduzione è stata tra il 26% delle 16 e il 23% delle ore 19. Così, anche se si sono aperti maggiormente i flussi dal Nordafrica, è scattata l'allerta. Il comitato per il monitoraggio e l'emergenza del Gas, presso il Ministero dello Sviluppo Economico, ha seguito passo passo la giornata e il 6 febbraio si riunirà per decidere anche eventuali altre misure per "una situazione che considera di allerta".

Il presidente dell'Eni Paolo Scaroni, che in mattinata era stato tranquillizzante ("Non ci saranno problemi per i prossimi giorni nel rifornimento di gas per l'Italia", aveva detto ai microfoni del Gr1), in serata ha spiegato che "l'ipotesi peggiore potrebbe essere che, se dovesse mancare altro gas, bisognerà intervenire sugli interrompibili, quelle aziende che hanno dei contratti per i quali si può interrompere il flusso del gas e mettere in atto una serie di misure che il Ministero dello Sviluppo Economico ha già preparato da tempo per far fronte a questa emergenza".

La Russia aveva annunciato sabato 4 febbraio di voler tagliare del 10% le forniture all'Europa. Per l'Italia, al valico di Tarvisio, il rubinetto semichiuso aveva comportato una riduzione vicino al 30%. Ora la differenza tra richiesta e fornitura si è ridotta, anche se di poco. Ma, soprattutto, sono stati attivati flussi da altre fonti. "Abbiamo reagito a questa emergenza - spiega Scaroni - aumentando le importazioni dall'Algeria e dal Nord Europa attraverso la Svizzera, quindi non avremo problemi fino a mercoledì, nel senso che ci attendiamo un'altra ondata di freddo in Russia e non sappiamo quali comportamenti seguirà Gazprom giovedì e venerdì. Quindi attendiamo e ci stiamo preparando a momenti ancora difficili: per questa ragione ci sarà una riunione il 6 febbraio al Ministero dello Sviluppo Economico per prepararci a un'ulteriore emergenza che potrebbe coinvolgerci tra giovedì e venerdì prossimi".

La novità è rappresentata proprio dal boom dei consumi registrati dal comitato con gli esperti che si riunisce al ministero guidato da Corrado Passera. "Il comitato per il monitoraggio e l'emergenza gas del Ministero dello Sviluppo Economico - ha annunciato il dicastero - sta monitorando costantemente lo stato degli approvvigionamenti del nostro Paese, alla luce del perdurare dell'eccezionale ondata di freddo che sta attraversando l'Europa e che nei prossimi giorni potrebbe portare i consumi italiani, secondo le previsioni, a massimi storici mai raggiunti in precedenza (intorno ai 440 milioni di metri cubi al giorno)". Ma oltre al calo delle forniture russe ci sono anche le difficoltà registrate dal rigassificatore di Rovigo, per le avverse condizioni del mare. Così "dopo aver aumentato le importazioni da Nord Europa e Nord Africa - prosegue il ministero - si sta valutando la possibilità di avviare le ulteriori misure previste sul fronte della domanda diversa dal settore domestico". L'appuntamento con le prime decisioni è previsto per lunedì mattina per un attento check up.

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