Gdf, nuovi controlli a Milano: tocca alle vie dello shopping

Milano: dopo i locali della movida, nel mirino della Guardia di Finanza sono finiti anche i negozi del centro (Fotogramma)
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Ancora un blitz della Guardia di Finanza nel capoluogo lombardo. Sabato 28 gennaio passati al setaccio i locali nei quartieri della movida. Poi gli agenti sono arrivati a sorpresa nei negozi di corso Vittorio Emanuele, corso Buenos Aires e via Paolo Sarpi

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Dopo i locali della movida, i negozi del centro. Secondo blitz della Guardia di Finanza a Milano nel giro di poche ore. Se sabato 28 gennaio, dalle 21 in poi, è toccato ai quartieri notturni del capoluogo lombardo, alle 10 di domenica 29 i controlli a sorpresa si sono spostati nelle vie dello shopping.

Circa 120 militari, tra cui una ventina di “baschi verdi”, hanno passato al settaccio locali e negozi in corso Vittorio Emanuele, corso Buenos Aires, via Paolo Sarpi e in altre zone centrali o semi centrali della città. I controlli riguardano in particolare gli scontrini e le ricevute fiscali. Ma ci sono anche verifiche anti contraffazione.

Trapelano i primi esiti, intanto, dei controlli in stile Cortina effettuati in bar, birrerie e ristoranti tra Brera, corso Como e il Ticinese. Non ci sarebbero solo irregolarità nell'emissione degli scontrini e nei registri contabili, ma anche la presenza di un centinaio di lavoratori in nero o addirittura clandestini. Nell'operazione, che ha interessato 120 esercizi commerciali, sono state impiegate 450 persone: 280 ispettori dell'Agenzia delle Entrate e 170 tra agenti della polizia municipale di Milano e funzionari dell'Inps. Allertati anche i Vigili del Fuoco per verifiche sulla sicurezza, ma i loro interventi sarebbero stati pochi. Da quanto si è saputo sono state accertate violazioni relative al mancato aggiornamento dei registri contabili, incongruità con i dati dichiarati per gli studi di settore (per esempio il numero di locali, il numero del personale e così via) ai fini della redditività presunta, irregolarità nell'emissione degli scontrini e presenza di un centinaio di dipendenti non regolari.

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