Lavoro, divario salari-prezzi: record dal '95

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Nella media del 2011 la retribuzione è aumentata dell'1,8% rispetto all'anno precedente: è la crescita più bassa dal ‘99. L'attesa per il rinnovo del contratto è di oltre 24 mesi. Lo rivela l'indagine Istat sul rapporto tra stipendi e inflazione

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A dicembre la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,4%) e il livello d'inflazione (+3,3%), su base annua, ha toccato una differenza
pari a 1,9 punti percentuali. Si tratta del divario più alto dall'agosto del 1995.
Questi i dati diffusi dall'Istituto di statistica giovedì 26 gennaio.
Quanto al 2011, la forbice tra l'aumento delle retribuzioni contrattuali orarie (+1,8%) e il livello d'inflazione (+2,8%) raggiunge un divario pari a 1 punto percentuale, anche in questo caso si tratta dello scarto più forte dal 1995.

Retribuzioni 2011, ai minimi 12 anni  - Le retribuzioni contrattuali orarie nella media del 2011 aumentano dell'1,8% rispetto all'anno precedente. Si tratta della crescita media annua più bassa dal 1999.
Alla fine di dicembre 2011, sempre secondo le rivelazioni Istat, i contratti
collettivi nazionali di lavoro in vigore per la parte economica corrispondono al 68,6% degli occupati dipendenti e al 63,1% del monte retributivo osservato.
Con riferimento ai principali macrosettori, a dicembre le retribuzioni orarie contrattuali registrano un incremento tendenziale del 2,0% per i dipendenti del settore privato e una variazione nulla per quelli della pubblica amministrazione.
I settori che a dicembre presentano gli incrementi tendenziali maggiori sono: gomma, plastica e lavorazioni minerali non metalliferi e attività dei vigili del fuoco (per entrambi +3,1%). Per tutti i comparti della pubblica amministrazione, a eccezione dei vigili del fuoco, come pure per quello del credito e assicurazione si registrano, invece, variazioni nulle.
Nel mese di dicembre, per l'insieme dei contratti monitorati dall'indagine, non è stato ratificato alcun accordo.

Rinnovo del contratto, attesa per oltre 24 mesi - Alla fine di dicembre la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo è del 31,4% nel totale dell'economia e del 10,7% nel settore privato. L'attesa del rinnovo per i lavoratori con il
contratto scaduto è, in media, di 24,9 mesi nel totale e di 27,6 mesi nell'insieme dei settori privati.
Qui, il grafico elaborato da Istat sull'andamento delle retribuzioni contrattuali orarie nel periodo compreso tra dicembre 2010 e dicembre 2011.

Stabile la fiducia dei consumatori - A gennaio la fiducia dei consumatori resta stabile a 91,6, lo stesso livello già registrato a dicembre, che corrisponde al valore più basso dal 1996, ovvero dall'inizio delle serie storiche confrontabili.
Una stabilità che, spiegano i tecnici dell'Istat, "capita di rado" nelle rilevazioni sulla fiducia e che deriva da un "andamento abbastanza diverso" delle due componenti principali, quella relativa allo scenario economico, che peggiora (da 77,1 a 75,3), e la dimensione riferita alla situazione personale, familiare, degli intervistati, che, invece, migliora (da 97,3 a 97,9).
Quanto ai prezzi al consumo, il saldo dei giudizi sull'evoluzione recente aumenta da 65 a 69 e quello sull'evoluzione nei prossimi dodici mesi diminuisce da 58 a 57. A livello territoriale, il clima di fiducia dei consumatori migliora nel Nord-ovest e nel Mezzogiorno, mentre peggiora nel Nord-est e al Centro.

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