Bankitalia: nel 2010 redditi più bassi rispetto al 1991

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Un’indagine di Palazzo Koch rileva come gli introiti delle famiglie siano diminuiti del 2,4% rispetto a 20 anni fa. Poveri il 14,4% degli italiani. Intanto Confindustria avverte: "Peggiora l’occupazione". Napolitano: "Lavoro non sia un privilegio". VIDEO

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Si restringe il reddito medio delle famiglie italiane che nel 2010, al netto delle imposte sul reddito e dei contributi sociali è risultato pari a 32.714 euro, 2.726 euro al mese. Il dato emerge da un'indagine della Banca d'Italia, secondo cui in termini reali il reddito medio nel 2010 è inferiore del 2,4% rispetto a quello riscontrato nel 1991.
Due mesi fa, sempre da un'indagine di Palazzo Koch, era emerso che i salari dei giovani erano rimasti fermi a quelli di decenni fa.
Intanto, sempre mercoledì 25 gennaio, Confindustria ha diffuso i dati negativi sulla produzione e sul mercato del lavoro. Sullo stesso argomento si è espresso il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano: "Il lavoro non deve essere un  privilegio, soprattutto per i giovani, ma una normale condizione", ha detto il capo dello Stato in occasione della consegna dei premi Leonardo 2011.

Aumentano i poveri - Tornando all'ultima rilevazione, la quota di individui poveri (che hanno un reddito equivalente inferiore alla metà della media) nel 2010 è stata pari al 14,4%, in aumento di un punto percentuale rispetto al 2008. Secondo Bankitalia la quota supera il 40% tra i cittadini stranieri. Nel 2010 il 29,8% delle famiglie reputava le proprie entrate insufficienti a coprire le spese, il 10,5% le reputava più che sufficienti, mentre il restante 59,7% segnalava una situazione intermedia.
Tra il 2008 e il 2010 il reddito familiare è rimasto sostanzialmente invariato, con un aumento dello 0,3% in termini reali, dopo essersi contratto di circa il 3,4% nel biennio precedente. In termini di reddito equivalente, cioè quello di cui ciascun individuo dovrebbe disporre se vivesse da solo per raggiungere lo stesso tenore di vita che ha nella famiglia in cui vive, la variazione delle entrate tra 2008 e 2010 risulta leggermente più sfavorevole (-0,6%) a causa di un lieve aumento nella dimensione media della famiglia osservata nel periodo.

Unica eccezione: i lavoratori autonomi - Fra il 2008 e il 2010 i lavoratori indipendenti hanno registrato un incremento del reddito equivalente in termini reali del 3,1 per cento, recuperando parte del calo osservato fra il 2006 e il 2008 (-7 per cento). Nel complesso del periodo 1991-2010, essi hanno registrato un incremento del reddito equivalente reale pari al 15,7 per cento.

Introiti più bassi al Sud - Il reddito familiare medio risulta più elevato per le famiglie con capofamiglia laureato, lavoratore indipendente o dirigente, di età compresa tra i 45 e i 64 anni, mentre risulta inferiore per le famiglie residenti al Sud e nelle Isole. Inoltre, il reddito delle famiglie in cui il capofamiglia ha la cittadinanza straniera risulta in media inferiore di circa il 45 per cento a quello delle famiglie italiane.

Il 27,7 per cento delle famiglie sono indebitate - Dall'indagine emerge inoltre che la percentuale di famiglie indebitate è pari al 27,7 per cento. L'indebitamento, come in passato, risulta più diffuso tra le famiglie a reddito medio-alto, con capofamiglia di età inferiore ai 55 anni, lavoratore indipendente o con elevato titolo di studio. I debiti nascono in larga parte da mutui per l'acquisto e per la ristrutturazione di immobili.

Confindustria: peggiora mercato lavoro
- Le cattive notizie però non arrivano solo da Bankitalia. Sempre mercoledì 25 gennaio Confindustria ha fatto sapere tramite il suo centro studi che "prosegue il peggioramento del mercato del lavoro italiano" con il tasso di disoccupazione che "ha raggiunto l'8,6% a novembre (7,9% in agosto)". L'attività industriale è calata dello 0,7% in dicembre e del 2,9% nel 4øtrimestre. -1,0% nel 2011, stima il centro studi di Confindustria nella "congiuntura flash di gennaio".

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