Mario Draghi: "La situazione è grave"

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Il presidente della Bce interviene a Strasburgo e avverte: "Possibili effetti recessivi. Oltre che il consolidamento è ora necessario sostenere la crescita". E sul downgrade: "Bisognerebbe imparare a vivere senza le agenzie di rating"

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"La situazione è molto grave". Non usa giri di parole Mario Draghi nel corso del suo intervento davanti alla commissione Affari economici e monetari dell'Europarlamento a  Strasburgo. A pochi giorni dal downgrade di ben nove paesi europei, tra cui la Francia che ha perso la tripla A e l'Italia che è finita "nella seria b", il presidente della Bce non può che osservare come "negli ultimi mesi del 2011 la situazione di incertezza dei debiti sovrani e le prospettiva di crescita stagnante hanno portato a distorsioni gravi dell'economia reale". Ed è per questo, ha continuato Draghi, che bisogna accelerare sulle decisioni prese dai leader della Ue, a partire dal cosiddetto "fiscal compact". E sarà anche necessario aumentare "la potenza di fuoco" del fondo salva stati. Una cosa possibile solo se "i Paesi con la tripla A aumenteranno i loro contributi".

Ma il consolidamento dei conti  pubblici avrà "inevitabili effetti recessivi". Definiti "incoraggianti gli sviluppi" sul consolidamento fiscale perseguito dai governi europei, che "hanno dimostrato volontà e determinazione nel portare avanti forti politiche" di aggiustamento, Draghi ha poi sottolineato come "non si possa negare una verità: che il consolidamento fiscale, soprattutto se forte e necessario, avrà degli effetti recessivi nel breve termine", provocherà "una  contrazione della produzione". E visto che questo "è inevitabile", il presidente della Bce si è chiesto "cosa possiamo fare per mitigare questi effettivi". "Una prima risposta a questa domanda - ha detto - è che le riforme  economiche non dovrebbero consistere solo in riforme per il  consolidamento, ma anche in riforme strutturali, per aumentare la  competitività, la crescita e l'occupazione: crescita e  stabilità fiscale si integrano, perché non ci può  essere stabilità senza crescita e non ci può essere crescita senza la sostenibilità dei conti pubblici".

Dei giudizi delle agenzie di rating, però, bisogna anche saper prendere le distanze, spiega il presidente della Bce, che spiega come bisognerebbe "imparare a vivere senza le agenzie di rating" o quanto meno "imparare a fare meno affidamento" sui loro giudizi. Gli interessi e i rischi sui debiti sovrani europei, infatti, "sono sovrastimati" così come erano "sottostimati prima di Lehman Brothers". E' dunque necessario un "firewall" che possa "far fronte alla fragilità dei mercati" del debito sovrano che "non è solo europea ma mondiale". Intanto però, essendo la Francia il principale azionista del fondo salva stati, anche l'Efsf ha perso la sua tripla A.

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