Crociere, un giro d'affari di miliardi di euro

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In Europa nel solo 2010 i turisti che hanno viaggiato sulla nave sono stati 6 milioni e mezzo. Gli italiani sono terzi, preceduti da inglesi e tedeschi. Il porto di Civitavecchia è secondo solo a quello di Barcellona e Venezia. I DATI

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Il turismo da crociera sembra non conoscere la parola crisi, almeno finora. Secondo i dati dell'European Cruise Council, che rappresenta i principali operatori del turismo navale in Europa, i crocieristi nell'ultimo anno sono aumentati da 5 milioni e mezzo a 6 milioni e mezzo e rappresentano il 30% del mercato complessivo mondiale delle crociere.
Un incremento sensibile: inevitabile, dunque, chiedersi se il naufragio della Costa Concordia possa o meno influenzare il settore.
Certo è che gli italiani, negli ultimi anni, hanno dimostrato di amare la crociera. Gli ultimi dati parlano di un saldo positvo, dai 799mila del 2009 agli 890mila del 2010, una cifra record se si pensa che solo quattro anni prima erano poco più di mezzo milione.
Nel vecchio continente siamo terzi, preceduti solo da inglesi (1 milione e 600mila) e tedeschi (1 milione e 200mila): a trainare il movimento, un'offerta sempre più diversificata e la disponibilità di ben 11 porti (Ancona, Bari, Catania, Civitavecchia, Genova, Livorno, Napoli, Messina, Palermo, Savona e Venezia): "Praticamente - spiegano gli esperti - la maggior parte degli italiani sono a non più di un'ora o un'ora e mezza di macchina da una città da dove è possibile imbarcarsi".

Il porto di Civitavecchia è il terzo d'Europa - II movimento crocieristico made in Italy sconta ancora una certa stagionalità, con partenze concentrate soprattutto tra maggio e metà ottobre, ma in tempi recenti la situazione va migliorando grazie anche all'appeal sempre maggiore esercitato da mete estere, raggiunte via aereo. Tra i punti di imbarco preferiti nel Mediterraneo (che assorbono il 35,8% del totale) Civitavecchia arriva appena dopo Barcellona e Venezia precede Palma di Maiorca, Pireo e Southampton.
Sempre secondo l'ECC, ogni milione di euro speso dall'industria crocieristica genera un giro d'affari di 2,2 milioni grazie al coinvolgimento di un ampio ventaglio di settori, dal turistico all'armatoriale, dal marittimo al finanziario-assicurativo, dalla cantieristica ai servizi a terra.

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