S&P: "Italia e Spagna tra i Paesi più vulnerabili"

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Moritz Kraemer, managing director dell'agenzia di rating commenta gli ultimi declassamenti: per Roma e Madrid c'è il rischio di un immediato peggioramento della situazione. Napolitano: urgente mettere in campo una forte volontà comune nel procedere uniti

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Spagna e Italia sono tra i Paesi più vulnerabili ai rischi sistemici, con la possibilità di un "immediato peggioramento" della situazione economica. A dirlo è Moritz Kraemer, managing director di S&P per il debito sovrano dell'Europa, nel corso della conference call a commento delle decisioni di taglio del rating di nove Paesi diffuse venerdì 13. "Sono in aumento i rischi sulla scia della crisi dei debiti sovrani ed ulteriori declassamenti sono possibili", ha aggiunto Kraemer, avvertendo che c'è un considerevole rischio di un "ulteriore peggioramento di bilancio nonostante i piani varati dai Paesi" per fronteggiare la crisi.

Il dirigente dell'agenzia ha spiegato che la Germania ha conservato la Tripla A perché "le finanze pubbliche del Paese sono più solide di quelle dei suoi partner europei ed è piuttosto improbabile immaginare per lei uno scenario negativo". Secondo Kraemer, la Germania tra i Paesi dell'eurozona che hanno ancora il rating AAA, è quella "che può meglio fronteggiare un eventuale shock".

Sulle decisioni di Standards & Poor's è intervenuto anche il Capo dello Stato: "E' urgente per l'Europa mettere in campo la più forte volontà comune nel procedere sulla via dell'unità politica e dell'effettiva unione economica", ha detto Napolitano, sottolineando che la crisi ha trovato "le istituzioni europee condizionate da limiti del passato".

La cancelliera tedesca Merkel sostiene invece che il downgrade di S&P su nove Paesi europei non ferma il cammino verso il patto di bilancio. Per il premier francese Fillon "il downgrade era atteso, ma è fuori tempo" e per il ministro dell'Economia tedesco Philipp Roesler, "le agenzie di rating perseguono i propri obiettivi: sì l'euro viene attaccato". Ma critiche arrivano anche dall'Abi: decisione "ingiustificata, incomprensibile e irresponsabile".

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