Pizzetti: "La lotta all'evasione? Come quella al terrorismo"

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Dopo il blitz di Cortina, il presidente dell'Autorità per la privacy commenta la stretta sui controlli fiscali: "A quel tempo in ballo c'era la tenuta democratica del Paese, oggi quella sociale. I cittadini chiamati a pagare un prezzo altissimo"

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"Come garante della privacy devo avvertire che i cittadini sono chiamati a pagare un prezzo davvero altissimo".
A dirlo è il presidente dell'Autorità garante per la privacy, Francesco Pizzetti, intervistato da QN (guarda la rassegna stampa) che commenta così la decisione del governo di combattere l'evasione fiscale anche facendo trasmettere alcuni dati dei cittadini dalle banche ad un archivio protetto dell'Agenzia delle Entrate.
E per farlo usa un paragone che probabilmente scatenerà numerose polemiche: "La lotta all'evasione come al terrorismo", dice mentre continuano le polemiche sul blitz dell'Agenzia delle entrate a Cortina.

E spiega: "La lotta al terrorismo impose norme eccezionali come quella di comunicare i nomi degli ospiti nelle nostre case - afferma Pizzetti - A quel tempo, in ballo c'era la tenuta democratica del Paese" e oggi "è in gioco la tenuta sociale, e quindi democratica, del Paese. L'anomalia della nostra evasione fiscale è diventata così forte e impudente che servono mezzi di contrasto altrettanto eccezionali".

Con questo "salto di qualità", la figura del garante "è destinata a diventare ancora più importante".
"Toccherà proprio all'Authority garantire che i nuovi strumenti non servano a controllare i cittadini - precisa Pizzetti - ma siano usati solo per la lotta all'evasione fiscale".
In sostanza, "l'idea è quella di creare un contenitore superprotetto al quale potranno accedere solo pochissimi dirigenti delle Agenzie delle Entrate e che registri quando, come e chi si sia collegato".

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