Dalle poste all'energia, l'Antitrust: è ora di liberalizzare

Un ufficio postale d'Italia (Fotogramma)
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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato incalza il Governo: "L'urgenza della crisi richiede di non indugiare. Superare gli egoismi e le resistenze e aprire quei settori per far ripartire la crescita". Ma avverte: "Garantire l’equità sociale"

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Andare avanti sulla strada delle liberalizzazioni e realizzare "un circolo virtuoso" superando "egoismi di parte" e "resistenze degli interessi consolidati" nell'interesse del Paese.
L'Antitrust ribadisce in una segnalazione a Governo e Parlamento (qui la versione integrale del testo, ndr), firmata dal presidente Giovanni Pitruzzella, i settori da aprire per "fare ripartire al più presto la crescita", ma avverte che questo processo deve essere accompagnato da "interventi che garantiscano l'equità sociale e che favoriscano, anche attraverso le opportune riforme del diritto del lavoro, nuove opportunità di inserimento per i soggetti che ne uscissero particolarmente penalizzati".
La segnalazione dell'Autorità garante per la concorrenza e il mercato arriva proprio nel giorno in cui l'Italia torna di nuovo pesantemente nel mirino della speculazione finanziaria: Piazza Affari ha registrato una nuova caduta e lo spread è tornato a superare i 500 punti base.
Il premier Mario Monti intanto è volato a sorpresa a Bruxelles, mentre è atteso per le prossime ore l'incontro con il presidente francese Sarkozy: al centro del mini-vertice ci saranno la situazione nel paese e le misure dell'Europa a sostegno della crisi.

L'Antitrust: avanti su servizi pubblici, poste, professioni
- I settori sui quali intervenire sono, in gran parte, quelli sui quali l'Autorità, fino a poche settimane fa guidata dall'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà, sulla cui scrivania passa il dossier liberalizzazioni, ha concentrato la propria attenzione negli ultimi anni. Si va dai servizi pubblici locali alle poste, dai trasporti alle banche e all'energia, dai farmaci di fascia C ai taxi, dal commercio alla tutela dei consumatori, fino alle professioni e alla semplificazione dell'attività amministrativa. Secondo l'Antitrust la legge annuale sulla concorrenza è lo strumento con il quale procedere: per vincere ostacoli e resistenze dei gruppi che si sentono danneggiati, "occorre infatti recuperare la dimensione dell'interesse generale e la sua prevalenza sui vari egoismi di categoria, procedendo con interventi di ampia portata che contestualmente sciolgano i nodi anticoncorrenziali su mercati diversi e con attori economico-sociali differenti".

"Non indugiare, attuare subito gli interventi" - L'Antitrust ha consapevolezza che per superare le numerose "incrostazioni corporative e le resistenze dei grandi attori economici ad un'effettiva apertura del mercato, la politica di liberalizzazioni dovrà inevitabilmente essere una sorta di work in progress; ma l'urgenza della crisi richiede di non indugiare e di attuare gli interventi di immediata applicazione". Allo stesso tempo, però, "non vanno sottovalutati i costi sociali sottesi, nel brevissimo periodo, alle liberalizzazioni". Per questo l'Autorità invita istituzioni e forze politiche a garantire l'equità sociale e a favorire nuove opportunità di lavoro "per i soggetti che a causa dei complessi processi di ristrutturazione economica, lo hanno perduto o corrono il rischio di perderlo".

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