Riforma del catasto, il governo apre il cantiere casa

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Il valore degli immobili stabilito in base ai metri quadrati anziché i vani. Questo il progetto dell'esecutivo, che assicura: la riforma non servirà a fare cassa. Ma c'è chi dubita

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Via i vani, arrivano i metri quadrati. Occhi e titoli puntati sulla riforma della casa. I quotidiani in edicola mercoledì 28 dicembre si occupano infatti del progetto del governo, che ha come obiettivo quello di aggiornare i dati dell'immenso archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato.
L'ultimo rapporto dell'Agenzia del Territorio indica in particolare che per le abitazioni il valore corrente di mercato è pari, in media, a 3,73 volte la base imponibile ai fini Ici. Se si guarda all'Irpef, invece, lo stesso rapporto oscilla tra il 3,59 della abitazioni principali e il 3,85% delle seconde case. I canoni di locazione, poi, sono superiori di 6,46 volte a quelli delle rendite catastali.
La riforma sarà a costo zero - assicurano fonti dell'esecutivo - Non potrà che essere accompagnata da una riduzione delle aliquote spiegano le voci riportate dalla stampa. Ma c'è chi nutre più di qualche dubbio in merito. (LA RASSEGNA STAMPA)

"Le nostre case, per il fisco, valgono un quarto di quello che il mercato le valuta" - "La revisione del catasto era nell’aria da molti anni, perché l’antica classificazione delle abitazioni non risponde più non solo al loro valore effettivo, ma neppure alle loro funzioni - spiega Raffaello Masci a pagina 7 della Stampa - . Il governo Prodi, per esempio, nel 2006 stava per portare a termine un simile progetto, ma la legislatura si interruppe e, con essa, la buona intenzione di dare un nuovo catasto all’Italia. Ora ci riprova Mario Monti con l’obiettivo di portare la cosa a compimento entro la fine della legislatura (quindi in poco più di un anno). Verrà riclassificato tutto il patrimonio edilizio - vera cassaforte degli italiani (...). In sostanza le nostre case, per il fisco, valgono un quarto di quello che il mercato le valuta".

Altre tasse in arrivo? - Questa la domanda che si pongono i quotidiani di centrodestra. "Non se ne può più. Altra tassa sulla casa" titola il Giornale, quotidiano di famiglia Berlusconi, diretto da Alessandro Sallusti. "Altra botta sulla casa" è l'apertura di Libero di Vittorio Feltri.
"Il documento del ministro dell'Economia che fissa i nuovi criteri, recita infatti che il nuovo catasto dovrà contemplare insieme alla 'rendita, cioè al reddito medio originariamente retrabile al netto delle spese, il valore patrimoniale del bene, al fine di assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare per le diverse tipologie di tassazione'. E se aumenta la base imponibile, come potrebbe non aumentare il prelievo fiscale? - si chiede Gian Battista Bozzo a pagina 2 de il Giornale - Il governo dice: riducendo le aliquote. Lo scetticismo è d'obbligo. La casa resta dunque nel mirino" conclude.
"Conoscendo i metri quadri - spiega Antonio Castro a pagina 9 di Libero - l'ubicazione e il valore di mercato aggiornato chi è in periferia forse pagherà un po' meno (forse), chi è in centro o in zone semicentrali invece....".

I punti della riforma -
Il nuovo provvedimento potrebbe arrivare velocemente per evitare la tagliola di fine legislatura. I contenuti sono già tracciati in un documento elaborato dal ministero dell'Economia, che fissa cinque criteri che saranno utilizzati (revisione delle classi in base a modifiche nel tempo; ubicazione in centro/periferia; immobili ordinari; caratteristiche edilizie e ampiezza in metri quadri), ma anche i tempi per l'articolato legislativo non sarebbero lunghi.

Oggi, per le sole 'abitazioni' sono previste 11 classi: dalla Casa signorile ai castelli (A9), passando per abitazioni di tipo economico (A3), popolare (A4) e ultrapopolare (A5) che spesso, con i cambiamenti avvenuti nel corso degli anni, non rispettano più la realtà. Il documento del Ministero fa espressamente un esempio: "Tipicamente - è scritto - abitazioni classate come popolari (A4) lo sono rimaste nel tempo, anche se oggi, pur essendo ubicate in zone centrali, il loro valore è di fatto più elevato di edifici di "civile abitazione' (A2) ubicati in zone semicentrali o, addirittura, periferiche".
La riforma - è il terzo criterio - prevederà poi il superamento del sistema vigente per categorie e classi in relazione agli immobili ordinari. Sarà invece introdotto un sistema di funzioni statistiche che correleranno il valore del bene o il reddito alla localizzazione e alle caratteristiche edilizie. Per gli immobili speciali, invece, è prevista una riqualificazione dei metodi di stima diretta. Infine, è previsto il superamento - per le abitazioni e gli uffici, del 'vano' come unità di misura della consistenza ai fini fiscali: sarà sostituito con il criterio di 'superficie' che verrà espresso in metri quadrati.

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