Consumi, il peggior Natale dal 2000

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Calo consistente degli acquisti in tutti i comparti, dall'alimentare fino all'abbigliamento. Almeno un italiano su tre avrebbe pensato di chiedere un prestito per affrontare le spese natalizie. I commercianti sperano ora nei saldi di gennaio

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I dati definitivi devono ancora venire elaborati, ma le prime stime delle associazioni dei consumatori lasciano ben pochi dubbi. Quello del 2011 si annuncia come il peggior Natale del nuovo millennio, con un calo dei consumi in tutti i comparti.

Secondo le stime del Codacons questo Natale sono stati spesi 48 euro in meno per cittadino, rispetto agli anni passati, e per i saldi ormai prossimi alla partenza, gli acquisti caleranno, secondo le previsioni dell’associazione dei consumatori, del 30-40%.
La contrazione ha riguardato sia il settore regali che quello degli addobbi per la casa,mentre hanno retto i consumi alimentari. Spese in calo anche per i viaggi, mentre il settore che più di tutti ha risentito della crisi è quello dell'abbigliamento e delle calzature, dove il calo delle vendite ha raggiunto quota -30%. E per i saldi invernali in partenza a gennaio le previsioni del Codacons sono allarmanti. "Saranno un flop - spiega il Presidente Carlo Rienzi - le famiglie non hanno più possibilità di spendere per beni non essenziali, nemmeno in regime di sconti stagionali. Prevediamo una riduzione record degli acquisti durante i saldi, con picchi del 30-40% rispetto allo scorso anno”.

Negative anche le stime dell'Osservatorio Nazionale Federconsumatori (Onf), secondo cui a Natale la spesa media a famiglia è stata di 166 Euro, al di sotto delle aspettative già negative, e la spesa totale per il Natale si è attestata a 4 miliardi di Euro, rispetto ai 4,4 che erano stati stimati. Tra i vari settori si registra un lieve aumento per i prodotti elettronici (1%) mentre rimane stabile l'editoria. Calano abbigliamento e calzature (-18%); mobili, arredamento ed elettrodomestici (-24%); profumeria e cura della persona (-7%); giocattoli (-3%); turismo -8%.

Secondo la Coldiretti, inoltre, anche i consumi nell'alimentare sono calati, del 18%, con un crollo del cibo di origine straniera, come champagne o caviale, e un ritorno al made in Italy.

Per fare fronte alle spese natalizie, inoltre, almeno un italiano su tre avrebbe preso in considerazione di accendere un prestito. I commercianti, nonostante le previsioni fosche, sperano ora nei saldi che, in tutte le regioni, tranne a Roma, sono stati anticipati al 5 gennaio.

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