I Grandi al capezzale dell'Europa. Sarkozy: "Ultima chance"

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Vertice salva-euro a Bruxelles. Obama: preoccupati, trovare soluzioni. La Bce in soccorso delle banche con finanziamenti straordinari. Ma le Borse sprofondano: Milano -4,29%, spread sopra 400

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(in fondo all'articolo tutti i video sulla crisi economica)

Una notte per salvare l'euro. Sembra questo il messaggio che i mercati, l'America ed il mondo hanno lanciato l'8 dicembre ai 27 leader dell'Unione Europea. Perché entro il 9 - ma ancora meglio prima della riapertura delle Borse - il vertice Ue deve riuscire a dire una parola finale per salvare l'Eurozona e la tenuta della sua moneta, chiarendo se è in grado di farlo a 27 o a 17. Perché la riunione che si è aperta la sera dell'8 dicembre nel cuore dell'Europa - e che sembra destinata proseguire in una lunga maratona notturna - forse rappresenta l'ultima chance. "Non so se ne avremo una seconda", avverte Nicolas Sarkozy che torna a paventare il rischio "esplosione".
Ma l'accordo non è certo a portata di mano. Con la possibilità di una spaccatura, che preoccupa molti, tra le due strade: quella dell'Unione a 27 e quella dei 17 paesi di Eurolandia. Angela Merkel approda al vertice determinata: se non riusciremo a trovare un'intesa a 27, i 17 si staccheranno per un incontro dell'eurozona. In vista di un'intesa a 17 'plus', con la possibilità cioè di adesioni volontarie degli altri 10 che non fanno parte della moneta unica. Forse una provocazione per forzare la mano, quella della cancelliera tedesca che - coinvolto anche Sarkozy in quell'asse che li ha visti il 7 dicembre inviare al Consiglio Ue la loro proposta - punta ad una 'superMaastrich', fatta di rigore e sanzioni automatiche, da blindare nel trattato, possibilmente rivedendolo.
Una posizione che rischia però di minare l'architettura europea costruita, non senza fatica, negli anni. E che se dovesse passare anche per la revisione del Trattato potrebbe rappresentare una riapertura di un vaso di Pandora con l'incognita delle ratifiche e delle rivendicazioni nazionali. Prime tra tutte quelle della Gran Bretagna che è arrivata anche a minacciare il veto. Con Londra ci sarebbero comunque "margini" di negoziato, secondo quanto emerso dal bilaterale che David Cameron ha avuto con il premier italiano Mario Monti, per una revisione 'light' dei trattati in cambio di garanzie per la City.
Il Professore debutta da presidente del Consiglio a Bruxelles, nel vertice più difficile dalla nascita dell'euro, con le sue idee ma pronto a fare da collante. Roma è per un lavoro che deve iniziare a "trattati costanti" - riferiscono fonti vicine al dossier - iniziando cioè il percorso da quella cornice che già esiste. Anche per un problema di priorità che ora è quella di salvaguardare l'eurozona. L'Italia poi preferisce - non è certo un mistero - l'approccio comunitario, a 27, per salvaguardare il mercato interno anche un occhio prospettico alla crescita e le istituzioni europee.

La Bce taglia i tassi, ma le Borse sprofondano - E' indubbio che la giornata dedicata alla salvezza dell'euro non sia stata delle migliori. Come ha ricordato il governatore della Bce, Mario Draghi, sui mercati "c'è alta tensione e incertezza". E per il momento non è bastata la mossa della Banca Centrale europea di abbassare di un altro 0,25% i tassi.
Le Borse del Vecchio Continente hanno chiuso tutte in rosso. Piazza Affari è sprofondata con un -4,29% e soprattutto con lo spread tra Btp e Bund che è tornato a far paura, superando di nuovo la soglia dei 400 punti base.

Guarda il video con le parole di Draghi:



La preoccupazione di Obama - Dall'altra parte dell'oceano, l'America che teme che i venti di crisi che spirano in Europa attraversino l'Atlantico, si dice intanto "preoccupata" con il presidente Barack Obama che parla di una "crisi che va risolta perché può avere un enorme impatto, anche negli Stati Uniti". E ha invitato i leader Ue a a mostrare la giusta "volontà politica".

Germania: no al rafforzamento dei fondi salva-Europa - E sempre dalla Germania sono arrivate indiscrezioni su un 'no' tedesco all'ipotesi di rafforzare gli strumenti a difesa dell'euro facendo coesistere il fondo salva-Stati (dotato di una potenza di fuoco di 440 miliardi) con l'Esm (il fondo monetario europeo che dovrebbe nascere con un anno d'anticipo nel 2012 con una dotazione di 500 miliardi).
Non a caso nella serata di mercoledì 7 dicembre il presidente americano, Barack Obama, ha chiamato proprio la cancelliera tedesca, Angela Merkel , fortemente preoccupato dalle conseguenze di un eventuale fallimento del vertice europeo.

Incontro Geithner-Monti a Milano - Il pressing degli Usa è forte, tanto che il presidente è voluto intervenire direttamente - telefonando alla cancelliera - nonostante il segretario al Tesoro americano Timothy Geithner sia già da tre giorni nel Vecchio Continente, per spronare i suoi leader a fare tutto il necessario. Nella giornata di giovedì 8 dicembre il segretario Usa ha incontrato anche il premier italiano Mario Monti a Milano al quale ha espresso la fiducia e il supporto degli Stati Uniti negli sforzi che il nostro paese sta affrontando e dovrà affrontare ancor di più con la manovra approvata dal Cdm lo scorso 4 dicembre .

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