Sarkozy: "La fine dell'Euro avrebbe conseguenze drammatiche"

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Lunedì summit franco-tedesco sulla crisi. Parigi e Berlino studiano proposte congiunte in vista del vertice del 9 dicembre a Bruxelles. Sul trattato di Schengen il presidente francese dice: "Va ripensato e rifondato". VIDEO

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"L'Europa rischia di essere spazzata via dalla crisi" e per riprendersi deve essere "riformata", anzi "rifondata". A dirlo il presidente francese Nicolas Sarkozy, che ha parlato per 52 minuti davanti a una platea di 5.000 sostenitori a Tolone. Qui tre anni fa Sarkozy lanciò l'allarme crisi globale dopo il crollo della Lehman Brothers e qui ha annunciato un vertice straordinario per lunedì all'Eliseo con il cancelliere tedesco Angela Merkel con lo scopo di preparare "insieme le proposte franco-tedesche volte a garantire il futuro dell'Europa".
Il summit a quattro giorni dal cruciale  vertice Ue del 9 dicembre a Bruxelles, dal quale Sarkozy ha lasciato intendere che l'Europa dovrà uscire rinnovata.

"Sono convinto che per mantenere la fiducia ed evitare la paura, bisogna dire la verità ai francesi" e cioé che "la crisi è  seria, che è destinata a durare, e toccherà la crescita, la disoccupazione e il potere d'acquisto" ha affermato il presidente francese sottolineando come gli sforzi della Francia "per aumentare la produttività sono stati notevoli" eppure "per i francesi è sempre più difficile proiettarsi nel futuro". "Per uscire dalla crisi - ha detto ancora - bisogna lavorare di più, non di meno".

Il presidente francese ha denunciato le politiche liberiste che "hanno messo l'economia al servizio quasi esclusivo della speculazione e dell'ossessione del breve termine". Sarkozy ha parlato di "un ciclo di riduzione del debito che sarà differente da quelli che lo hanno preceduto e sarà accompagnato da un aggiustamento delle politiche economiche dei paesi sviluppati". Ma, ha aggiunto, "la crisi ha spinto ad accelerare il ritmo delle riforme, non a fermarle o a  rallentarle".

Ricordando gli interventi compiuti dallo scoppio della crisi  Sarkozy ha comunque sottolineato che "non sono gli azionisti delle  banche a essere stati protetti, ma lo sono stati i risparmi dei  francesi e i loro posti di lavoro. Non una sola banca ha chiuso i battenti, non un centesimo di depositi è andato perduto". La scomparsa della moneta unica, ha detto ancora "avrebbe conseguenze drammatiche per i francesi, perché renderebbe il nostro debito insostenibile, con l'uscita  dall'euro, il nostro debito si raddoppierebbe".
Sarkozy ha parlato anche del trattato di Schengen sulla libera circolazione delle persone: "Deve essere ripensato e rifondato" ha detto.

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