Crisi, il pressing di Sarkozy: l'Italia rispetti gli impegni

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Parigi conferma il suo sostegno al governo Monti ma avverte: la situazione è diventata "difficile e pericolosa" con effetti potenzialmente "agghiaccianti". Secondo indiscrezioni l'Fmi sarebbe pronto a concedere un mega prestito al nostro Paese

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La crisi con l'Italia ha raggiunto il cuore dell'area euro e la situazione è diventata "difficile e pericolosa" con effetti potenzialmente "agghiaccianti". La Francia ribadisce il proprio appoggio e quello tedesco a Roma, ma fa sapere con una nota: "L'Italia faccia quello che si è impegnata a fare". A conferma dell'appoggio ci sono anche le parole del ministro francese al Bilancio Valerie Pecresse: Parigi, Berlino e Roma, ha spiegato il ministro, vogliono dare vita a un nuovo patto fra i membri della zona euro per rafforzare la disciplina di bilancio. "Non sarà un patto a tre ma un patto per una nuova governance con veri regolatori e vere sanzioni, che dia veramente fiducia".

Intanto anche la Gran Bretagna lancia l'allarme sulle conseguenze di un collasso dell'euro euro dopo l'intensificarsi delle pressioni sui titoli di stato italiani e velocizza le "misure di emergenza" per far fronte all'imponderabile: una sorta di piano B come quello annunciato ieri dai big mondiali del credito. E il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) sarebbe pronto a concedere maxi-aiuti all'Italia per assicurare al governo 18 mesi di spazio di manovra senza l'incubo dei mercati: gli aiuti - secondo indiscrezioni del quotidiano La Stampa - sarebbero di 400-600 miliardi di euro, una cifra decisamente superiore ai 30-50 miliardi di euro che il Fmi, sempre secondo indiscrezioni, avrebbe offerto all'ex governo Berlusconi al vertice di Cannes.

Gli aiuti, sui quali il governo italiano non fornisce alcun commento, sarebbero concessi a tassi più bassi di quelli che Roma paga sul mercato ma sempre congrui e, se la cifra fosse confermata, sarebbe in grado di coprire le emissioni di rifinanziamento del debito italiano per 12-18 mesi. Dal 14 novembre 2011 all'aprile 2012 - ha ricordato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - scadranno 200 miliardi di buoni del Tesoro italiani. E la cifra delle indiscrezioni del Fmi è in linea per coprire il rifinanziamento dei prossimi 18 mesi. E consentirebbe di allentare il pressing sulla Banca Centrale Europea (Bce) affinché diventi prestatore di ultima istanza, cambio al quale la Germania si oppone in modo.

Un ingresso così forte del Fmi consentirebbe di aggirare l'opposizione tedesca che, all'interno del Fondo non ha un peso elevato. Il maggiore azionista del Fmi sono infatti gli Stati Uniti che, al G20 di Cannes, hanno premuto per un aumento delle risorse del Fmi che sarà di cui sarà definito l'importo e saranno individuate le misure tecniche al prossimo G20 finanziario di febbraio. Ma anche a fronte di un aumento delle risorse da 1.000 miliardi di dollari per il Fmi, restano nodi da sciogliere: anche con le nuove risorse il Fondo avrebbe spazio di manovra limitato per aiutare l'Italia perché non può svuotare le sue casse per un solo paese. Il rischio è che in caso di una crisi in altre aree e in altri paesi non avrebbe le risorse necessarie.

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