Crisi, l’euro trema. Vertice tra la Merkel, Monti e Sarkozy

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Flop dei bund tedeschi: invenduto il 35% dell'offerta di titoli di stato. Padoan, dell'Ocse: "Se va male la Germania, significa che gli investitori temono per il sistema nel suo complesso". Oggi l’incontro a tre a Strasburgo. Spread sotto quota 470

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La crisi dei mercati raggiunge la Germania. Alla vigilia dell'incontro a tre tra Angela Merkel, Nicolas Sarkozy e Mario Monti, il 35% dei Bund, i solidi titoli di stato tedeschi, usati in Europa come standard per misurare lo spread, è rimasto invenduto.
Segno che gli investitori iniziano ad avere timori riguardo al futuro stesso dell'Euro e preferiscono restare in attesa di tempi più chiari. Una pesante battuta di arresto che però non sembra spingere la Cancelliera a cambiare i suoi piani nell'avversare gli eurobond, i possibili titoli di stato europei fortemente voluti dagli altri stati membri. In un discorso al Bundestag, nella giornata di mercoledì, Frau Merkel ha fissato i paletti: per uscire dalla crisi serve un'unione fiscale a livello europeo.

Bene il Pil tedesco - Intanto però le notizie che provengono dall'economia reale sembrano positive. Il pil tedesco è cresciuto dello 0,5% nel terzo trimestre del 2011 rispetto al  trimestre precedente. A sostenerlo è Destatis, l'istituto di statistica tedesco, che conferma la stima annunciata il 15 novembre. Nel primo  trimestre il pil era cresciuto dell'1,3% e nel secondo dello 0,3%. A  livello tendenziale il pil e' in crescita del 2,6%. Rialzo positivo anche dell'indice Ifo, che misura la fiducia delle imprese tedesche, e che è salito a sorpresa a novembre a 106,6 da 106,4 di ottobre

Spread tra Btp e Bund - Il passo falso dei titoli tedeschi sembra però dare un po' di fiato a quelli italiani. Il tasso dei titoli germanici si alza e così, nella giornata di giovedì, lo spread tra i Btp decennali e i  Bund tedeschi, dopo un avvio sopra i 480 punti, si colloca sotto quota 470.

Padoan: "Investitori spaventati"
- Ma i commenti degli analisti sono preoccupati. Il fatto che l'asta dei Bund tedeschi sia andata male "è un ulteriore salto di qualità della crisi. Se il Paese di riferimento dell'Eurozona non riesce a collocare i suoi titoli di Stato, vuol dire che gli investitori temono per il sistema nel suo complesso" sostiene Pier Carlo Padoan, vicesegretario generale e capoeconomista dell'Ocse, in un'intervista a La Stampa. "L'Eurozona ha bisogno di riforme profonde - aggiunge - a partire dalla governance". In questo contesto "la Bce è stata ed è un elemento essenziale di stabilizzazione - rileva Padoan - E' intervenuta in modo massiccio e lo fa ancora sui mercati dei titoli, svolgendo una funzione che, a stretto rigore e' fuori dal suo mandato".
"Ci vorrebbe, invece, un Fondo monetario europeo che desse soldi ai Paesi in cambio di determinate condizionalita"', aggiunge l'economista. Una soluzione potrebbe arrivare dal fondo salva-Stati che però dovrebbe avere "un ammontare di risorse credibile - precisa Padoan - questo può calmare i mercati. E' successo con Lehman Brothers, può funzionare anche qui". Lunedì saranno presentate le previsioni Ocse per l'economia mondiale, "accanto a quelle di una crescita che declina ed e' molto debole - afferma Padoan - presenteremo uno scenario molto più negativo in cui si esamina l'ipotesi di una crisi finanziaria grave dell'area euro con conseguenze molto preoccupanti in tema di caduta del reddito e aumento della disoccupazione". Nonostante questo quadro, però, per Padoan la recessione "puo' ancora essere evitata".

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