Borsa, altra giornata nera. E lo spread vola

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Piazza Affari chiude a -1,08, risollevata dai segnali incoraggianti sulla nascita del governo Monti. Ma a preoccupare è il differenziale fra Bund e Btp: 540 punti, vicino al record dello scorso 9 novembre

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Le tensioni sul debito italiano continuano a dominare gli scambi di Piazza Affari, anche se nel pomeriggio di martedì 15 novembre il listino milanese riesce a risollevarsi dai minimi grazie a qualche sviluppo incoraggiante sul fronte della formazione di un nuovo governo. L'indice Ftse Mib, arrivato a cedere fino al 3%, chiude in ribasso dell'1,08%.

Preoccupa invece lo spread tra il bund tedesco e il btp decennale italiano. Dopo una giornata sulle montagne russe chiude a 540 punti, vicino al record di 576 dello scorso 9 novembre. L'andamento del differenziale fra Bund e Btp ha riportato i rendimenti dei titoli di Stato a 5 e 10 anni oltre quota 7% (rispettivamente al 7,03 e 7,06%). I tassi dei titoli a 2 anni si attestano invece al 6,47%.

Dopo la notizia nel primo pomeriggio di una visita di Mario Monti al Quirinale, che ha anche brevemente spinto la borsa italiana in territorio positivo, verso il finale sono arrivate le dichiarazioni del leader della Cisl Raffaele Bonanni che ha riferito che il presidente del Consiglio incaricato conta di presentare la lista dei nuovi ministri "in tempi rapidissimi" (VIDEO).

I mercati restano comunque in fibrillazione, con l'euro sceso sotto 1,35 dollari nelle ultime battute degli scambi azionari europei. Anche sul mercato obbligazionario permangono le tensioni e lo spread tra i titoli di Stato decennali italiani e tedeschi nel finale si attesta intorno a 540 punti base.

Tra i singoli titoli spicca in negativo il crollo di Finmeccanica, che archivia la giornata con un calo del 20% circa dopo l'annuncio di risultati deboli e ricavi per l'intero 2011 inferiori alle previsioni fornite a luglio. Dopo il -6% di lunedì 14, Unicredit cede il 4,5% ancora sulla scia della perdita registrata nel trimestre a causa delle svalutazioni.

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