Van Rompuy: “L’Italia ha bisogno di riforme non di elezioni”

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Il presidente del Consiglio dell’Ue, in un intervento all'Istituto Europeo Universitario di Fiesole, ha sottolineato che la legge di stabilità sarà un passo importante ma “ci sarà molto da fare”. Ultimatum di Bruxelles: "Misure entro il week end"

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Il conto alla rovescia dell'Europa è partito: entro domenica sera la legge di stabilità, che ha appena ricevuto il via libera dal Senato, deve essere approvata e a Bruxelles devono arrivare le risposte a tutte le 39 domande sugli impegni presi da Berlusconi con l'Unione europea. E nel mezzo dell'infuocato dibattito italiano tra governo tecnico e voto subito, atterra a sorpresa il presidente Ue Herman Van Rompuy che chiarisce la strada: "Questo Paese ha bisogno di riforme, non di elezioni". Soprattutto, ha bisogno del sostegno costante dell'Europa: e spunta fuori l'ipotesi di rendere permanente la missione Ue-Bce che sta ispezionando i ministeri per assicurarsi che le riforme vadano avanti.

"In questo momento è di fondamentale importanza che le autorità italiane approvino il pacchetto di misure nel week end, per mandare un segnale ai partner internazionali e ai mercati", ha avvertito la Commissione Ue, che aspettava entro venerdì 11 novembre le risposte al questionario che il commissario agli Affari economici Olli Rehn ha inviato al ministro Tremonti per chiedere chiarimenti sulla lettera di impegni di Berlusconi. Ma in Italia la situazione è molto precaria e la Commissione ne è consapevole: "La fine di questa settimana a Roma sarà più tardi di venerdì sera. Vediamo cosa succede nelle prossime 48 ore", ha spiegato un portavoce concedendo a Roma un po' di tempo in più per rispondere.

Bruxelles ormai non è più preoccupata, perché sa che le risposte arriveranno, visto che l'Italia è circondata su tutti i fronti: venerdì 11 novembre è volato a Roma anche il presidente dell'Ue Van Rompuy, per vedere Napolitano e Berlusconi e inaugurare l'anno accademico dell'Istituto universitario europeo a Fiesole. E a sorpresa, ha preso posizione sullo scenario italiano: "Non servono elezioni ma riforme, e prima di tutto l'adozione della Legge di stabilità per riportare l'Italia sul binario giusto, cominciando a riguadagnare la necessaria credibilità". Ma far passare le misure in Parlamento non è che il primo passo: poi vanno applicate, con rigore spiega Bruxelles e per questo c'è l'ipotesi che la missione Ue-Bce, al lavoro a Roma proprio per verificare l'iter delle misure di austerità e vigilare sulla loro applicazione, non vada via a breve. "Non c'è una fine prevista e non è stato deciso se affidarle un mandato permanente", spiega un portavoce della Commissione.

Anche se ancora non c'è una decisione formale, le idee sono molto chiare: "Nel percorso di attuazione delle riforme saremo al fianco dell'Italia", aggiunge, ricordando come lo stesso commissario Rehn ha parlato di "monitoraggio costante" sull'Italia, con rapporti trimestrali esattamente come viene fatto per i Paesi sotto programma di assistenza europeo come Grecia, Irlanda e Portogallo. Il primo rapporto sull'Italia, il team di esperti Ue-Bce deve presentarlo prima del 29 novembre, giorno in cui l'Eurogruppo dovrà esaminarlo .

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