Obama: "L'Italia non è la Grecia: è un Paese ricco"

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Per il presidente Usa, Roma ha un problema di liquidità ma può far fronte al debito: "A patto che i mercati non abbiano una crisi di fiducia". E lancia un appello a Francia e Germania richiamandole ad assumersi le loro responsabilità

"L'Italia non è la Grecia, è un Paese grande, e un Paese ricco. Atene ha un problema di solvenza, l'Italia ha più un problema di liquidità". Barack Obama, a differenza di altri leader internazionali, non ha dubbi. Al termine di una delle giornate più difficili per i conti italiani, mercoledì 9 novembre, con il crollo della Borsa e l'esplosione dello spread, il presidente americano, parlando con l'Ansa e altri media Usa in lingua spagnola, dalla Casa Bianca lancia un messaggio di speranza. Osserva che il nostro Paese "può far fronte al proprio debito". "Tutto ciò - aggiunge - a patto che i mercati non abbiano una crisi di fiducia sulla vostra volontà politica e la capacità di non perdere il controllo del sistema".

Il suo ragionamento su queste ultime ore concitate parte da quanto è accaduto a Cannes e sul ruolo più deciso che deve assumere l'Unione Europea. "Durante la riunione del G20 - sottolinea il presidente - ho richiesto in maniera molto forte che l'Europa assuma i passi necessari per spezzare l'effetto contagio prodotto dalla paura che stiamo vivendo". Detto questo, rispondendo a una domanda dell' sulla crisi italiana, aggiunge: "Io farei una distinzione tra un paese come la Grecia e l'Italia. Il primo ha realmente un problema di solvenza, ha un grosso debito, e deve intraprendere decisioni molto dure, e a lunga scadenza, se vuole rimanere in Europa. E ciò vale anche se esce dall'Europa, se intende veramente riuscire a risolvere questo problema.

L'Italia, invece - chiarisce Obama - ha più un problema di liquidità, è un Paese grande e ricco, è la terza economia europea, l'ottava al mondo, dove ci sono molte persone ricche. Un paese che può far fronte al proprio debito, a patto che i mercati non abbiano una crisi di fiducia sulla volontà politica e la capacità di non perdere il controllo del sistema".

Poi lancia un appello alle cancellerie europee, in particolare a Parigi e Berlino, richiamandole ad assumersi le loro responsabilità fino in fondo: "Quello che stiamo provando a chiedere a tutta l'Europa, in primis Francia e Germania che hanno maggiore influenza, è raggiungere un accordo con la Grecia in modo serio. E credo che ci stanno provando. Poi, rispetto all'Italia, - conclude Obama - è necessario che l'Europa invii un segnale chiaro ai mercati che lei stessa farà la sua parte, accertandosi così che l'Italia superi questa crisi di liquidità. Sinora l'Europa non ha messo in essere le strutture che possano assicurare ai mercati questa fiducia. Non è troppo tardi, ma bisogna muoversi in modo aggressivo".

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