La Grecia pronta a rinunciare al referendum

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George Papandreou smentisce le voci sulle sue dimissioni e apre a consultazioni con il partito conservatore. "Se c'è un ampio consenso salta la consultazione popolare". Ribadita la permanenza di Atene nell'euro. VIDEO

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Georges Papandreou smentisce l'ipotesi di sue dimissioni e si dice disposto a rinunciare al referendum sul pianto di austerity, annunciato solo pochi giorni fa. Da Cannes, dove si trova per il G20, il primo ministro Greco a annunciato di aver affidato a due dirigenti del suo partito il compito di avviare le consultazioni con i conservatori all'opposizione. In caso di un'intesa - ha spiegato  - non ci sarebbe più bisogno di un referendum. "Sarò felice se non si arriverà a un referendum e sono lieto che tutta questa discussione abbia almeno fatto tornare in senno molta gente - ha dichiarato Papandreou - Parlerò con Antonis Samaras (il leader dell'opposizione) per valutare le prossime mosse sulla base di un consenso più ampio. Il referendum non è mai stato un obiettivo di per sè". Il premier greco ha ribadito che la permanenza di Atene nell'area euro non è in discussione e ha rifiutato l'idea di elezioni anticipate

Il no alle elezioni - Il ritorno alle urne, fortemente richiesto dalle opposizioni "in questo momento comporterebbero un grande rischio di bancarotta" per il Paese ha spiegato il premier greco nella riunione d'emergenza del suo gabinetto. Papandreu ha comunque accolto con soddisfazione - definendola "grande" - la decisione delle opposizioni di appoggiare l'accordo per il salvataggio del Paese raggiunto a Bruxelles.

Voci su dimissioni
- Per tutto il giorno da Cannes si erano susseguite voci su possibile dimissioni di Papandreou e sull'insediamento di un governo di transizione per portare il paese alle elezioni. Voci smentita dal capo dello staff del primo ministro, ma che non hanno mancato di animare la giornata del vertice. Da diversi giorni infatti il premier greco si trova al centro delle polemiche, sia a livello internazionale che a casa propria.

Fuoco amico su Papandreou - Dopo la mossa azzardata di indire il referendum, un deputato del partito di governo greco, il Pasok, aveva chiesto al premier di "dimettersi" e, secondo la tv pubblica Net, sarebbero stati due gli onorevoli pronti a non votare la fiducia.

Il nodo referendum - Ma nel caso non si trovi il consenso, il referendum potrebbe venire indetto il 4 dicembre in modo da congelare e non far saltare la sesta tranche degli aiuti internazionali che avrebbe dovuto essere erogata entro fine anno. Al termine dei colloqui fra il duo Francia-Germania, le istituzioni europee e il premier greco Papandreou, ad Atene è stato dato infatti un aut-aut chiaro: aiuti solo se Atene rispetterò gli impegni presi. "Noi vogliamo che resti nell'euro" ha detto il presidente francese Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa congiunta con la cancelliera Angela Merkel nella tarda serata di mercoledì 2 novembre, per poi chiedersi: "La Grecia vuole restare o no nella zona euro? il popolo greco dovrebbe pronunciarsi" e il Paese deve dirlo chiaramente. L'Europa aiuterà la Grecia, rileva il Capo dell'Eliseo, ma questa deve rispettare gli impegni presi con grande fatica lo scorso 27 ottobre.

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