Amazon: ecco cosa c’è dietro al pacco

Il centro di distribuzione italiano. Credits: Amazon.it
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Viaggio nel primo centro di distribuzione italiano del colosso dell’e-commerce, che ha aperto i battenti a Castel San Giovanni (Piacenza). Per scoprire quanto è complesso quel clic sul pulsante "Compra"

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di Carola Frediani

Un clic e via: il libro, il giocattolo, il servizio di piatti sono consegnati a casa dopo un paio di giorni. Tutto sembra così facile e immateriale. Eppure dietro a quel pacco c’è una storia molto concreta, fatta di capannoni, scaffalature, procedure standardizzate di lavoro e magazzinieri in carne e ossa. Per capirlo basta visitare un centro di distribuzione di Amazon, il più grande sito di commercio elettronico al mondo.

Il colosso che con la sua presenza ingombrante ha smaterializzato molti negozi fisici si fonda infatti su una rete di enormi magazzini organizzati nei minimi dettagli attraverso software sofisticati. E su una forza lavoro che fisicamente va raccogliere e a impacchettare il libro che avete ordinato con un clic. Proprio qualche giorno fa negli Stati Uniti è uscito un articolo molto polemico sulle condizioni dei lavoratori di un centro della Pennsylvania, afflitti dal caldo, dai ritmi pressanti e dalle continue richieste di essere più “produttivi”. “Non abbiamo sistemi che misurano la produttività del singolo lavoratore”, ha assicurato a Sky.it Diego Piacentini, Senior Vice President International dell’azienda.

25 MILA METRI QUADRATI - Proprio vewnerdì 28 ottobre, a un anno dalla nascita della versione italiana del sito, a Castel San Giovanni (Piacenza) è stato infatti inaugurato il primo centro italiano, che abbiamo potuto visitare. Si tratta di un fabbricato di 25mila metri quadrati, equivalenti a 4 campi da calcio, diviso in zone distinte attraverso i cartelli appesi ai soffitti e i tracciati colorati disegnati per terra (GUARDA LE FOTO).
Quella da cui inizia il processo invisibile che sta dietro ai clic dei clienti è l’area di inbound, dove sono scaricate le merci dei fornitori arrivate coi tir. Libri, naturalmente, visto che Amazon è nata come la più grande libreria al mondo, ma anche Dvd, articoli per la casa, vestiti, scarpe e apparecchi elettronici, che in Italia sono ormai la categoria più venduta dal sito.

STAZIONI DI SERVIZIO - I diversi prodotti arrivano in predeterminate stazioni di servizio, come le porte allineate di tanti garage, e si accoppiano alla loro bolla ricevendo la prima di una serie innumerevole di pesate e di vivisezioni attraverso gli scanner a radiofrequenza che registrano i codici a barre. Dopodiché sono smistate in tre punti diversi: il regno dei pancali (pallet land) dedicato ad articoli più pesanti come tv, computer, frullatori ecc; il prime, che raccoglie libri, Dvd, Cd: insomma, la sezione più importante, che qui a Castel San Giovanni si estende su 3 km di scaffalature;  e il fast-move, dove si mettono quegli articoli che verranno smaltiti velocemente.

POLIZIA DELL'INVENTARIO - L’aspetto interessante è che ci sono posizioni dinamiche, invece che fisse e predeterminate, per i singoli prodotti: perché il sistema sa sempre dove sta quella copia del film di Harry Potter grazie alla doppia scannerizzazione che viene effettuata quando è messo sullo scaffale: con la “pistola” l’operatore registra infatti sia il barcode del Dvd sia quello del suo indirizzo sulla libreria.
A controllare comunque che tutto il processo si svolga secondo le regole e che ogni cosa sia al suo posto ci pensa l’unità di Icqa (Inventory Control Quality Assurance), un gruppetto di dipendenti che potremmo chiamare “la polizia dell’inventario”.

IL CLIC, FINALMENTE - Quando l’utente online ha effettuato il clic finale dell’acquisto, la sua richiesta arriva, dopo una serie di selezioni che dipendono dalla tipologia dell’ordine, ad esempio se è a consegna più o meno rapida, alla stazione di collate del magazzino: la plancia di comando che organizza i cosiddetti picker, cioè i dipendenti che vanno a raccogliere materialmente gli articoli.  “Quello italiano è un centro ad alta densità manuale – ci spiega Stefano Perego, General Manager Amazon Logistica Italia – Inoltre si estende in orizzontale e non in verticale, ovvero le merci stanno a rasoterra: questo ci permette di ridurre i rischi per i dipendenti e di essere anche più efficienti”.

SPEDIZIONE - Una volta presi i prodotti, i picker li portano nell’area di outbound, quella che li prepara per l’uscita, dove vengono ancora vivisezionati e pesati, riassemblati per singolo cliente, impacchettati e spediti. Se all’ultimo controllo qualcosa non torna, il pacco viene parcheggiato in un’area di risoluzione dei problemi. E non a caso, oltre ai magazzinieri, esistono figure professionali apposite denominate problem solvers.

350 ASSUNZIONI - Nel centro di distribuzione in provincia di Piacenza lavorano già 150 persone, ma da qui alla fine dell’anno si arriverà a 350-400; saranno in gran parte assunti, e in parte interinali: questi ultimi dovrebbero coprire i periodi di picco, come Natale. “Sono e saranno per la metà donne, anche perché la maggior parte dei prodotti non sono pesanti – spiega ancora Perego, – età media sui 30 anni. I turni di lavoro sono dalle 6 alle 14 e dalle 14 alle 22. Ma ora che siamo in fase di lancio, e anche sotto Natale, aggiungiamo un turno notturno”.

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