Pensioni, come funziona nel resto d'Europa

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Un report dell'Unione Europea permette di conoscere nel dettaglio i sistemi pensionistici degli altri Stati. Si scopre che quasi tutti smettono di lavorare a 65 anni e nel Regno Unito la soglia toccherà quota 68 anni entro il 2044. VIDEO E INFOGRAFICA

(In fondo all'articolo l'infografica con le differenze con gli altri paesi europei)

Sarà la Germania il primo paese ad applicare la soglia dei 67 anni come età pensionabile. Al momento, per tutti i nati prima del 1947 vige il limite dei 65 anni, ma dal 2012, in modo graduale, si innalzerà l'età pensionabile. Come spiega il report sulle pensioni stilato dall'Unione Europea, accettando un assegno più basso sarà però possibile anticipare la pensione, ma a patto che si siano raggiunti i 45 anni di contributi.

In Francia invece la riforma delle pensioni risale al 2010 e per avere il trattamento pensionistico completo bisogna aspettare i 65 anni, soglia che salirà ai 67 entro il 2023.
Anche nel paese transalpino è possibile andare prima in pensione se si accetta una mensilità più bassa. La Francia ha però un sistema (leggi il report) che prevede molte eccezioni: chi ha cominciato a lavorare a 15 anni, per esempio, può ora smettere di lavorare a 57. L'età effettiva di ritiro dal lavoro è in Francia la più bassa d'Europa (in media 59 anni contro i 64 del Regno Unito).

I paesi scandinavi hanno in media parametri simili tra loro (65 anni destinati a crescere fino ai 67). Gli adeguamenti variano a seconda delle retribuzioni e dell'aspettativa di vita. In Spagna la riforma è dello scorso giugno. 65 anni è la soglia minima, destinata però a crescere fino ai 67 entro il 2027. Anche il Regno Unito ha cambiato di recente la propria materia pensionistica. Al momento l'età pensionabile è di 65 anni ma arriverà ai 68 nel 2044, soglia che renderà i sudditi della Regina i lavoratori  più anziani d'Europa.

Pensioni in Europa


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