Moody's declassa anche le banche e le aziende italiane

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Dopo il debito l’agenzia ha tagliato il rating di Eni, Enel, Finmeccanica, Intesa San Paolo e Unicredit. In una nota spiega che la decisione è dovuta alla “scarsa flessibilità finanziaria del governo italiano”

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La scure di Moody's si abbatte ancora sull'Italia. Dopo il  declassamento del debito annunciato il 4 ottobre, l'agenzia di rating ha rivisto al ribasso anche il giudizio su due delle banche principali, Intesa Sanpaolo e Unicredit, portandolo per entrambe da A3 a A2. L’agenzia ha inoltre tagliato il rating di alcune società controllate dallo stato, abbassando quello di Eni ad 'A1' da 'AA3', quello di Enel e Terna ad 'A3' e quello di Finmeccanica a Baa2. Ridotto il rating di lungo termine anche di Poste Italiane da "Aa2" a "A2", mentre è stato confermato quello di Generali ad 'Aa3', modificando l'outlook da negativo a stabile. Rivisto anche il giudizio sul debito di 30 enti locali. Le province autonome di Trento e Bolzano, la Cassa del Trentino e la Lombardia scendono ad Aa3 dal precedente Aaa, con outlook negativo. Con questo si conclude la procedura di revisione per l'Italia iniziata il 21 giugno.

E' la "scarsa flessibilità finanziaria" del governo italiano uno dei fattori chiave del taglio operato da Moody's al rating sul debito e sui depositi di alcuni istituti nazionali. Lo spiega la stessa agenzia in una nota in cui sottolinea anche "l'accresciuta incertezza sul medio termine a proposito della volontà dei membri dell'Unione Europea di sostenere i creditori delle istituzioni". Moody's sottolinea di ritenere comunque "che le banche italiane riceveranno sostegno, in caso di necessità".

Tre categorie di istituti bancari - L'agenzia divide la propria valutazione degli istituti italiani in tre categorie: quelli con alto sostegno 'sistemico' e con la più forte presenza, come Unicredit, Intesa San Paolo e Banca Monte dei Paschi di Siena; quelle con sostegno moderato, un gruppo che include Banca Carige, Banca delle Marche, Banca Popolare di Milano, Banca Sella Holding, Banco Popolare, Credito Emiliano, Credito Valtellinese e Unione di Banche Italiane (UBI) e quelle con basso o nullo sostegno. Quanto a Cassa Depositi e Prestiti e ISMEA il taglio del rating, spiega Moody's, è dovuto al fatto di essere di proprietà pubblica e quindi allo stesso livello del rating sovrano.

La risposta della Borsa - Piazza Affari (GUARDA GLI INDICI) si è manenuta per tutto il giorno in rialzo, in sintonia con le altre borse europee e in chiusura il Ftse Mib ha segnato +3,55% a 15.331 punti. Il downgrade di Moody's su alcune società, sulla scia di quello sul rating sovrano del paese, ha avuto un effetto limitato sul loro andamento borsistico. Tra i titoli che hanno subìto una revisione al ribasso del giudizio da parte dell'agenzia, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Eni, Enel e Finmeccanica si sono mosse tutte in territorio positivo.

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